sabato, Luglio 11, 2026
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Napoli, protesta dei gestori dei baretti: “La chiusura alle 2 non risolve il problema del rumore”

NAPOLI – Continua il dibattito sulla nuova ordinanza che impone la chiusura anticipata di alcune attività nelle aree della movida napoletana. A sollevare dubbi sull’efficacia del provvedimento sono diversi operatori del settore, che ritengono ingiusto attribuire esclusivamente ai locali la responsabilità dei disagi legati alla quiete pubblica.

Tra le segnalazioni giunte nelle ultime ore, quella di un esercente che, rivolgendosi a un rappresentante delle istituzioni incontrato nei giorni scorsi nella zona dei cosiddetti “baretti”, ha evidenziato una criticità che, a suo dire, renderebbe poco efficace la misura adottata.

“L’ordinanza ci costringe a chiudere alle 2 per il cosiddetto rumore antropico, che però non è direttamente riconducibile ai bar. Dopo la chiusura dei locali, infatti, la gente continua a rimanere per strada”, sostiene l’operatore.

Una posizione condivisa da parte di alcuni commercianti, secondo i quali la chiusura anticipata delle attività non sarebbe sufficiente a risolvere il problema degli assembramenti e del rumore notturno. Gli esercenti chiedono quindi un confronto con le istituzioni per individuare soluzioni che tengano conto sia delle esigenze dei residenti sia delle difficoltà economiche delle attività commerciali.

Il tema resta al centro del confronto cittadino, soprattutto nelle aree più frequentate della movida, dove l’obiettivo delle amministrazioni è quello di trovare un equilibrio tra diritto al riposo dei residenti, sicurezza urbana e tutela delle attività economiche.

Nelle prossime settimane il dibattito potrebbe intensificarsi ulteriormente, anche alla luce delle prime verifiche sugli effetti concreti dell’ordinanza e delle richieste provenienti dagli operatori del settore.

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