Un incontro dedicato al rapporto tra arte, musica, identità e trasformazioni sociali. Martedì 19 maggio alle ore 15, presso la Chiesa dei SS. Marcellino e Festo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si terrà l’appuntamento con I Linguaggi della Creatività. Conversazione con Nino D’Angelo.
Protagonista dell’incontro sarà Nino D’Angelo, artista tra i più rappresentativi della cultura musicale e popolare italiana, capace nel corso di oltre quarant’anni di carriera di attraversare linguaggi, generazioni e trasformazioni culturali.
Cantautore, attore e autore teatrale e cinematografico, D’Angelo ha costruito un percorso artistico che ha raccontato le periferie, le identità popolari e i cambiamenti della società italiana, diventando negli anni un punto di riferimento dell’immaginario collettivo napoletano e nazionale.
L’iniziativa rientra nel format I Linguaggi della Creatività. Conversazione con…, ideato e curato dal professor Lello Savonardo, coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II e responsabile scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Ateneo.
Nel corso del dialogo, il professor Savonardo e Nino D’Angelo affronteranno temi legati al ruolo della musica come strumento di espressione culturale e sociale, riflettendo su come i linguaggi artistici riescano a interpretare il presente e ad anticiparne i cambiamenti.
L’obiettivo del ciclo di incontri è approfondire il concetto di creatività nelle sue diverse forme, analizzando il ruolo degli artisti nella lettura delle trasformazioni contemporanee e il rapporto tra media, pubblico e nuove espressioni culturali.
Negli anni il progetto si è sviluppato anche in ambito formativo, dando vita a un percorso digitale realizzato in collaborazione con Federica Web Learning, attraverso conversazioni universitarie con alcuni protagonisti della musica italiana, tra cui Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Ligabue, Jovanotti e Alex Britti.
L’incontro sarà aperto agli studenti e alla comunità accademica, ma si propone anche come occasione di confronto più ampia tra cultura, ricerca e cittadinanza, in uno dei luoghi storici più suggestivi del centro di Napoli.


