NAPOLI – Diciannove appuntamenti distribuiti nell’arco dell’anno, da gennaio a dicembre, per costruire un percorso culturale capace di attraversare teatro, letteratura, musica, arte, archeologia e tradizioni. “Memorie Future” raggiunge nel 2026 la sua decima edizione con un programma realizzato da ICRA Project e sostenuto dalla Regione Campania nell’ambito della L.R. 7/2003, art. 6.
Il progetto del decennale propone un itinerario che parte dalla grande tradizione teatrale e culturale italiana e napoletana per aprirsi alle esperienze europee e internazionali. Da Goldoni a Titina De Filippo, passando per Pirandello, Pulcinella, Molière, Giorgio Strehler, Antonin Artaud, Giambattista Basile, Čechov e Stanislavskij, il calendario mette insieme epoche, linguaggi e differenti concezioni della scena.
Una parte consistente della programmazione si è già svolta nel primo semestre del 2026, mentre il percorso proseguirà durante l’autunno fino all’appuntamento conclusivo di dicembre. Al centro dell’iniziativa c’è il rapporto tra memoria e contemporaneità, con incontri e approfondimenti che affrontano il legame tra corpo e mente attraverso prospettive filosofiche, antropologiche, sociologiche, mitologiche e sensoriali.
Accanto al teatro trovano spazio la filologia classica, la drammaturgia, l’arte figurativa, la musica, l’archeologia e le tradizioni artigianali ed enogastronomiche della Campania e della Costiera Amalfitana. Gli incontri coinvolgono Napoli e altre località del territorio regionale, valorizzando musei, università, fondazioni e luoghi di particolare interesse storico e culturale.
La decima edizione può contare su una rete di collaborazioni accademiche e istituzionali che coinvolge docenti e realtà legate all’Università La Sapienza di Roma, all’Università Federico II di Napoli, all’Università di Firenze, alla Fundação Universidade Federal de Rondônia in Brasile e all’Università “Carlo Bo” di Urbino.
Al progetto partecipano inoltre l’Istituto Internazionale di Studi Plautini di Urbino, l’Istituto Grenoble-Consolato di Francia a Napoli, l’Istituto Comprensivo Statale di Città di Campagna, il Servizio Educativo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pontecagnano, il Museo Archeologico di Pontecagnano, il Monastero delle Trentatré di Napoli, la Fondazione Eduardo De Filippo, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e la Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino.
Il programma originario è stato inoltre arricchito da appuntamenti dedicati a importanti anniversari culturali. A giugno è stato celebrato il centenario di “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, mentre un altro momento del progetto è stato dedicato a Giambattista Basile in occasione dei 460 anni dalla nascita.
Il percorso del 2026 è iniziato il 23 gennaio con “Volontà d’arte/Napoli europea”. Sono seguiti l’11 febbraio “Eleonora Duse contro i filistei”, il 16 febbraio “Pulcinella, Scaramouche e Molière”, il 10 marzo l’appuntamento dedicato alla Commedia dell’Arte in Giorgio Strehler e, il 18 aprile, “Pittori e pescatori, storie di mare”.
Il 21 aprile l’attenzione si è concentrata sulle tre poetiche di Aristotele, Bharata Muni e Zeami, mentre il 5 maggio il programma ha affrontato Isabella e la famiglia Andreini. Il 26 maggio è stata la volta del percorso “Dalla maschera al carattere”, dedicato ad Antonio Petito, alla riforma di Scarpetta e all’eredità di Pulcinella nel Novecento.
L’11 giugno è stato proposto l’omaggio ad Antonin Artaud con “L’Homme Théâtre”, mentre il 16 giugno l’attenzione si è spostata sul capolavoro di Luigi Pirandello “Uno, nessuno e centomila”. Il 20 e 21 luglio il Salone delle Colonne di Napoli ha ospitato l’incontro dedicato a Giambattista Basile e Tiberio Fiorilli e al rapporto tra Commedia dell’Arte e fiaba in Francia e a Napoli, a cura di Michele Monetta e Lina Salvatore.
Il calendario proseguirà con il workshop “Feldenkrais: corpo mente e volontà d’arte”, curato da Michele Monetta e Lina Salvatore e rivolto, tra gli altri, a coreografi, autori, educatori, sportivi, registi, danzatori, pedagogisti e compositori.
Il 18 ottobre il Museo Archeologico di Pontecagnano ospiterà “Regia eretica: dai padri fondatori a Eugenio Barba”, a cura di Marco De Marinis, con materiali iconografici, letture e documenti storici curati da Lina Salvatore e Michele Monetta.
Il 21 ottobre sarà invece l’Università Federico II di Napoli ad accogliere la “Giornata goldoniana e la Commedia dell’Arte”, curata da Maria Pia Pagani insieme a Michele Monetta e Lina Salvatore.
Il 26 e 27 ottobre, al Salone delle Colonne di Napoli, sarà affrontato il rapporto tra “Napoli e l’Italia nel teatro elisabettiano”, con Gianni Garrera, Michele Monetta e Lina Salvatore.
Il 7 novembre la Società Napoletana di Storia Patria, al Maschio Angioino, farà da scenario al simposio “Commedie dell’Arte a Napoli: tradizioni, tradimenti, persistenze”, curato da Teresa Megale dell’Università di Firenze e Antonio Audino di Rai 3. I materiali scenici e iconografici saranno curati da Lina Salvatore e Michele Monetta.
Il 9 e 10 novembre il Salone delle Colonne ospiterà invece un approfondimento sul teatro di Anton Čechov nelle messinscene di Konstantin Stanislavskij, curato da Gianni Garrera in collaborazione con Michele Monetta e Lina Salvatore.
Il 26 novembre l’Auditorium del Museo Archeologico Nazionale di Napoli accoglierà la presentazione della nuova traduzione di “Anfitrione” per Feltrinelli, curata da Giovanni Greco con la consulenza di Maria Zerbino. Michele Monetta e Lina Salvatore accompagneranno l’incontro attraverso materiali video e letture.
La conclusione del percorso è prevista per il 4 dicembre con “Titina e i suoi fratelli: sulla famiglia d’arte De Filippo”. L’appuntamento, ospitato dalla Fondazione Eduardo De Filippo a Napoli, sarà curato da Laura Mariani, Francesco Somma e Francesco Saponaro e concentrerà l’attenzione sulla figura di Titina De Filippo, attraverso filmati e documenti storici selezionati da Michele Monetta e Lina Salvatore.
Con la sua decima edizione, “Memorie Future” costruisce così un lungo viaggio nella cultura teatrale e artistica, facendo dialogare il patrimonio del passato con la ricerca contemporanea. Un calendario che attraversa l’intero 2026 e che utilizza Napoli e la Campania come luoghi di incontro tra tradizione, studio, sperimentazione e nuove letture della memoria culturale.

