Napoli, furti di farmaci oncologici: 10 misure cautelari tra Napoli, Catania e Melito
NAPOLI – Dieci persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su una presunta organizzazione criminale specializzata nel furto e nella ricettazione di farmaci oncologici salvavita. L’operazione è stata eseguita nella mattinata odierna dai Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero, con il supporto dei reparti territorialmente competenti, tra Napoli, Catania e Melito di Napoli.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica partenopea. Le misure riguardano dieci indagati: tre sono stati condotti in carcere, tre posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e quattro destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini, coordinate dalla VII Sezione “Sicurezza Urbana” della Procura di Napoli e condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Napoli Vomero, si sono sviluppate tra maggio 2024 e aprile 2025. L’attività investigativa è partita dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e si è poi articolata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a perquisizioni e sequestri.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe stato specializzato in furti ai danni delle farmacie ospedaliere presenti sul territorio nazionale, le uniche autorizzate a detenere farmaci antitumorali salvavita. L’organizzazione avrebbe agito con un modus operandi particolarmente strutturato: selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, sopralluoghi, utilizzo di auto a noleggio e utenze telefoniche dedicate. In alcuni casi sarebbero state oscurate telecamere di sorveglianza o forzati gli accessi delle strutture, anche grazie a informazioni riservate relative ai tempi di approvvigionamento dei farmaci.
Il gruppo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato organizzato da due soggetti che si avvalevano di complici diversi per le singole azioni, formando di volta in volta le cosiddette “paranze”. Inoltre, la rete avrebbe potuto contare su diversi ricettatori a cui venivano ceduti i medicinali rubati.
Gli investigatori hanno ricostruito quattro furti di farmaci presso il Policlinico universitario Federico II di Napoli, avvenuti il 31 maggio, il 18 agosto, il 2 settembre e il 10 dicembre 2024. Il danno stimato per il Servizio sanitario nazionale ammonta complessivamente a circa 3,5 milioni di euro. In tre di questi episodi, secondo l’accusa, avrebbe svolto il ruolo di “basista” una guardia giurata in servizio presso una delle società appaltatrici della vigilanza.
La custodia cautelare in carcere è stata disposta proprio per la guardia giurata e per i due presunti organizzatori del gruppo. Gli arresti domiciliari riguardano invece i soggetti che avrebbero preso parte alle azioni esecutive, mentre le misure non custodiali sono state applicate ai presunti ricettatori di farmaci antitumorali – per un valore superiore a un milione di euro – sottratti durante un ulteriore furto avvenuto il 28 aprile 2024 presso il Distretto 30 dell’Asl Napoli 1 Centro.
Sono inoltre indagati a piede libero altri soggetti sospettati di ricettazione, anche di farmaci potenzialmente pericolosi perché contraffatti, adulterati o conservati in modo non idoneo. Gli inquirenti sottolineano infatti che, nonostante la professionalità dimostrata nell’esecuzione dei furti, non veniva rispettata la catena del freddo necessaria alla corretta conservazione dei medicinali, con il rischio di rendere i farmaci potenzialmente dannosi per la salute.
I destinatari delle misure cautelari sono persone sottoposte alle indagini preliminari e devono pertanto considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.


