mercoledì, Maggio 6, 2026
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“Third Eye Open Peace”: Shepard Fairey firma a Napoli un monumentale murale tra pace e consapevolezza

Napoli si arricchisce di una nuova, potente opera di arte urbana firmata da Shepard Fairey, noto a livello globale anche come OBEY. L’artista americano, tra i protagonisti più influenti della scena internazionale della Street Art, ha realizzato nel quartiere Ponticelli il murale “Third Eye Open Peace”, un intervento monumentale che unisce estetica e riflessione sociale.

L’opera, situata in via Carlo Miranda 15, nasce come dono alla città di Napoli e si presenta come un messaggio articolato che intreccia i temi della pace, della consapevolezza e della responsabilità individuale. In un contesto globale segnato da tensioni e conflitti, il murale invita a interrogarsi non solo sull’importanza della pace, ma anche sulle condizioni interiori necessarie per costruirla.

Al centro della composizione emerge un volto femminile frontale, solenne e universale, circondato da elementi floreali che richiamano crescita e trasformazione. Sopra, la parola “PACE” si impone con forza visiva, mentre raggi luminosi amplificano il significato simbolico dell’opera, evocando apertura e illuminazione.

Il fulcro concettuale è rappresentato dal terzo occhio, integrato con il simbolo della pace: un richiamo diretto al dialogo interiore, alla coscienza superiore e alla ricerca di equilibrio tra individuo e collettività. Fairey costruisce così un’immagine potente e immediata, capace di parlare a chi osserva e, allo stesso tempo, di invitare a guardarsi dentro.

Sull’importanza dell’opera è intervenuto il sindaco Gaetano Manfredi, sottolineando come Napoli continui ad attrarre artisti di fama mondiale e a confermarsi come punto di riferimento per l’arte contemporanea. In particolare, il primo cittadino ha evidenziato il valore di interventi come questo per la valorizzazione dell’area est della città, dove l’arte diventa strumento di rigenerazione e sviluppo sociale.

“Third Eye Open Peace” supera la dimensione del messaggio politico diretto per assumere un significato più profondo: promuovere empatia, connessione e consapevolezza come basi per una pace autentica e duratura.

Lo stesso Fairey ha spiegato come l’opera riprenda un suo lavoro precedente, legato alla campagna “Make Art Not War”, arricchendolo con il simbolismo del terzo occhio: una metafora del guardare non solo verso l’esterno, ma anche dentro sé stessi, per riconoscere la propria umanità e quella degli altri.

Il murale è stato promosso e organizzato da Wunderkammern, parte del Deodato Group, con il coordinamento operativo di INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana. Fondamentale anche il supporto del Comune di Napoli e degli sponsor privati che hanno contribuito alla realizzazione.

L’intervento si inserisce nel contesto della mostra “OBEY: Power to the Peaceful”, ospitata presso le Gallerie d’Italia Napoli e curata da Giuseppe Pizzuto.

Collocata in un’area di edilizia residenziale pubblica, l’opera trasforma una facciata anonima in un punto di riferimento artistico e culturale, capace di attivare senso di appartenenza e riflessione collettiva.

Con “Third Eye Open Peace”, Napoli consolida il proprio ruolo nel panorama internazionale della Street Art, dimostrando come l’arte pubblica possa diventare strumento concreto di trasformazione urbana, dialogo sociale e crescita culturale.

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