martedì, Febbraio 10, 2026
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Napoli da batticuore: rimonta, polemiche e rigore al 95’. A Marassi finisce 2-3 tra tensione e polemiche

Marassi trattiene il fiato, poi esplode. Ma non è la festa rossoblù: è il Napoli che, ancora una volta, rifiuta la resa e strappa una vittoria pesantissima nel recupero, al termine di una gara folle, spezzettata, nervosa e vissuta costantemente sul filo del cardiopalma. Finisce 2-3 per i partenopei contro un Genoa combattivo e furioso, soprattutto per le decisioni arbitrali che hanno segnato l’andamento del match.

La partita si accende subito, forse troppo. Dopo pochi minuti arriva già il primo episodio destinato a far discutere a lungo: un rigore assegnato ai padroni di casa per un presunto fallo su Mere. Le immagini, però, raccontano un’altra storia: il contatto è leggerissimo, quasi impercettibile, e per molti semplicemente inesistente. Il VAR non interviene e dal dischetto il Genoa trova il vantaggio, alimentando immediatamente le proteste del Napoli e accendendo gli animi sugli spalti.

Il Napoli però non si scompone. La squadra azzurra macina gioco, alza il baricentro e comincia a spingere con convinzione, trovando il pareggio grazie a McTomey, freddo sotto porta dopo una bella azione corale. È il segnale che la gara è tutt’altro che chiusa. Il Genoa risponde con orgoglio, ma è ancora il Napoli a colpire, di nuovo con McTomey, che firma la doppietta personale e ribalta il risultato, silenziando Marassi per qualche istante.

Quando sembra che gli azzurri abbiano preso definitivamente il controllo, arriva l’ennesima svolta: il Genoa trova il 2-2 e rimette tutto in equilibrio, mentre la tensione sale minuto dopo minuto. A complicare ulteriormente i piani del Napoli c’è l’espulsione di Jesus, che lascia i suoi in dieci uomini nel momento più delicato della partita. Sembra l’inizio dell’assalto finale del Genoa, e invece è qui che emerge il carattere dei partenopei.

In inferiorità numerica, il Napoli non arretra, non rinuncia a giocare e continua a cercare la vittoria con coraggio. E quando il match sembra avviato verso un pareggio carico di rimpianti, sale in cattedra Houland. Due gol magnifici, di potenza e tecnica, che spezzano l’equilibrio emotivo della gara e tengono il Napoli aggrappato alla speranza fino all’ultimo secondo.

Il finale è da film. Al 95’, l’arbitro indica il dischetto per un fallo su Vergara: questa volta le proteste sono tutte genoane, ma il contatto è evidente. Vergara viene pestato sul piede in area, un intervento netto, che rende il rigore sacrosanto. Il tecnico del Genoa, nel post partita, non nasconde la rabbia, ma le immagini confermano la correttezza della decisione, a differenza del penalty concesso nei minuti iniziali.

Dal dischetto il Napoli non trema. Il tiro è forte, centrale, il portiere intuisce e sfiora il pallone, ma non basta: la palla gonfia la rete e regala ai partenopei una vittoria pesantissima, tanto sofferta quanto meritata.

Tre punti che valgono doppio. Per il morale, per la classifica e per il messaggio lanciato al campionato: questo Napoli non molla, nonostante le difficoltà, le polemiche e persino l’inferiorità numerica. La rimonta in classifica continua, con una squadra che dimostra carattere, fame e una resilienza da grande.

Il Genoa esce sconfitto, tra applausi e rimpianti, consapevole di aver giocato una partita intensa ma segnata da episodi controversi. Marassi rumoreggia, discute, polemizza. Napoli invece sorride, stringe i denti e vola via, portandosi a casa una vittoria che profuma di svolta.

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