Il 24 aprile è stata la Giornata Mondiale dedicata agli Animali nei Laboratori. È pensata per loro da quasi 50 anni, per una questione che unisce da lungo tempo scienza ed etica nell’obiettivo di rendere giustizia. È cruciale rivedere questo cruento sistema che porta indicibili sofferenze ed è lontano dall’essere un infallibile faro di innovazione.
Ogni anno, milioni di animali sono costretti fra sbarre e torture in laboratori sparsi per il mondo, di cui 400.000 solo in Italia (stando alle ricerche della LAV). Contrariamente al racconto che se ne vuole fare, la sperimentazione animale ha risultati scientifici risibili ottenuti pagando un costo etico inaccettabile. “Secondo ricerche recenti meno del 6-8% dei farmaci testati sugli animali si rivela efficace sull’uomo” spiega Fausto, attivista di Napoli Animal Save. “Un dato che letto al contrario racconta la sanguinosa storia di oltre il 90% dove c’è solo dolore estremo senza benefici. Pensiamo ai conigli su cui i test draize possono causare la perforazione del bulbo oculare. Animali dalla scarsa lacrimazione per cui il dolore insopportabile non conosce tregua. Pensiamo ai cani beagle a cui vengono causate ulcere perforanti e dolorose emorragie intestinali, per risultare nei guaiti strazianti di animali trattati senza anestesia andando contro le normative.
Macachi costretti in spazi ristretti, spinti alla follia o allo sviluppo di malattie gravi in gravidanza solo per uccidere i loro cuccioli appena nati per osservarne lo sviluppo degli organi. Per ciascuno di loro la vita è un dolore difficile da immaginare.”
Organizzazioni come Cruelty Free International e LAV ricordano incessantemente che siamo privi di una giustificazione morale per infliggere sofferenza quando esistono alternative. Sono noti casi passati come quello del TGN1412 e del Vioxx, farmaci che nella sperimentazione animale risultarono efficaci e sull’uomo scatenarono effetti collaterali gravi, anche mortali, a dimostrazione che non è sempre una pratica predittiva del comportamento sull’uomo.
Ci sono aziende che stanno rivoluzionando la ricerca con modelli che mimano organi umani interconnessi, offrendo risultati più affidabili e riducendo i costi. Colossi farmaceutici stanno individuando in queste tecnologie non un futuro utopico e irraggiungibile, ma la forza di un presente che da oggi può rendere protagonista un percorso eticamente accettabile. Abbiamo alternative già validate e meno costose che consentirebbero l’eliminazione immediata, altre sono alla porta e aspettano solo di essere accolte. Diamo loro la necessaria attenzione per svilupparle, anche offrendo sostegno a un impianto normativo da applicare realmente, sviluppare e aiutare a progredire dando valore ad etica e giustizia.
Il nostro sguardo attento è fondamentale. Se pensiamo che dal 2013 dovrebbe essere vietata la sperimentazione animale per la messa in mercato di prodotti cosmetici e nonostante questo tramite cavilli si riesce a portarla avanti, così come la si accetta quando altri Stati disinteressati all’etica la esigono ignorando il sangue e l’inutilità di queste pratiche. In Germania sappiamo di enormi impianti cranici crudelmente applicati su macachi, di esperimenti di stress che vengono effettuati su topi a cui viene causato dolore incontrollabile solo per studiare come reagiscono allo stress, oppure lasciati in acqua a nuotare finché, distrutti dalla stanchezza, possono solo cedere alla morte per annegamento. Quella sofferenza vissuta dagli animali, così fisica da entrare sotto la pelle di chi solo ne legge le descrizioni, ha bisogno dell’aiuto di una comunità che non resista al cambiamento, che abbia a cuore sé stessa e lə prossimə, che spinga a standard regolatori attenti alle nuove tecnologie.
“Scegliamo di sostenere prodotti e ricerche cruelty-free, scegliamo di chiedere trasparenza alle istituzioni e promuovere l’innovazione etica e di applicare giustizia” invita Francesco, organizzatore di Napoli Animal Save. “Vogliono raccontarci che la compassione può rappresentare un freno, ma se non fosse così? Se fosse la violenza a legarci a pratiche da rimpiazzare e ridurre? Il mondo va in questa direzione; e noi?”
Il futuro della scienza non è obbligato a passare per la sofferenza animale. Anzi, ci ha mostrato quali sono gli strumenti per ovviarla ed ora è compito nostro scegliere se chiedere giustizia o condannare a morte milioni di individui.


