Il Messico è scosso da violenze e disordini dopo l’uccisione di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, leader del potente Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG). Il boss è deceduto a causa delle ferite riportate durante il trasporto aereo verso Città del Messico, dopo un blitz delle forze speciali a Tapalpa, nello stato di Jalisco, vicino a Guadalajara.
Durante l’operazione, quattro persone sono morte sul posto e altre tre, tra cui Oseguera Cervantes, sono rimaste gravemente ferite. L’operazione ha portato anche a due arresti e al sequestro di un arsenale comprendente veicoli blindati e lanciarazzi. Tre membri delle forze armate sono rimasti feriti e sono sotto cure mediche.
La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha invitato la popolazione alla calma e ha assicurato pieno coordinamento tra stati e forze dell’ordine.
Dalla notizia della morte del boss, il Messico è in preda al caos: blocchi stradali, veicoli incendiati e scontri tra miliziani del cartello e forze dell’ordine. Finora sono stati confermati 26 morti, tra cui civili, agenti della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria. La polizia ha arrestato 27 persone, tra violenti e saccheggiatori.
Le tensioni hanno costretto diverse compagnie aeree statunitensi e canadesi a cancellare decine di voli verso Messico, in particolare per Puerto Vallarta, Guadalajara e Manzanillo. Il governo dello Stato del Messico ha sospeso le lezioni in 14 distretti e mantenuto un dispiegamento permanente delle forze di sicurezza. Anche il campionato di calcio messicano ha subito sospensioni, comprese partite femminili e un’amichevole internazionale con l’Islanda.
Gli Stati Uniti e il Canada hanno emesso allerta di sicurezza per i propri cittadini, raccomandando di evitare spostamenti in zone ad alto rischio come Jalisco, Tamaulipas, Michoacán, Guerrero e Nuevo León. Il Guatemala ha rafforzato i controlli al confine con il Messico. L’ambasciata italiana invita i connazionali a limitare gli spostamenti non essenziali e a seguire le indicazioni delle autorità locali.
Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, ex poliziotto e condannato negli anni ’90 negli Stati Uniti per spaccio di eroina, aveva trasformato il CJNG in uno dei cartelli più potenti del narcotraffico mondiale, specializzandosi nel traffico di fentanyl e altre droghe sintetiche verso gli USA. La sua morte segna la fine della guida storica del cartello, ma aumenta il rischio di una nuova escalation di violenza.


