Roma – Con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Disegno di Legge sulla tutela agroalimentare diventa legge, segnando un passaggio definito “storico” per la difesa del Made in Italy. Il provvedimento, fortemente sostenuto dal Governo, introduce nuove misure per contrastare frodi, contraffazioni e fenomeni sempre più diffusi come agromafie e agropirateria, che oggi generano un giro d’affari superiore ai 16 miliardi di euro.
La riforma nasce dall’esigenza di adeguare il sistema normativo a un contesto profondamente cambiato, in cui le attività illecite nel settore agroalimentare si sono evolute diventando più strutturate e tecnologicamente avanzate. Le sanzioni precedenti, spesso non proporzionate ai profitti illegali, risultavano inefficaci. Da qui l’intervento legislativo, avviato già nel 2015 e oggi giunto a compimento.
Il testo introduce nel Codice penale nuove fattispecie di reato, tra cui la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci, con pene che arrivano fino a 18 mesi di reclusione. Vengono inoltre previste aggravanti specifiche per i casi di agropirateria, per le violazioni su larga scala e per i prodotti falsamente dichiarati biologici.
Particolare attenzione è riservata alla tutela delle Indicazioni Geografiche e delle Denominazioni di Origine Protetta, pilastri dell’economia agroalimentare italiana, con un inasprimento delle pene fino a 4 anni di reclusione e multe che possono raggiungere i 50.000 euro.
Tra le novità più rilevanti figura anche la confisca obbligatoria dei beni utilizzati o derivanti dai reati, oltre alla possibilità di destinare i prodotti sequestrati ma ancora commestibili a enti caritatevoli e assistenziali.
Il provvedimento rafforza la tracciabilità lungo tutta la filiera agroalimentare, introducendo strumenti più efficaci per garantire informazioni chiare e complete ai consumatori. Le sanzioni amministrative saranno ora proporzionate alla gravità delle violazioni e al fatturato delle imprese, rendendo il sistema più equo e deterrente.
Nasce inoltre la Cabina di regia per i controlli amministrativi, con l’obiettivo di coordinare le attività ispettive e migliorare l’efficacia delle verifiche, evitando duplicazioni e inefficienze.
Un punto centrale della legge riguarda il contrasto all’Italian Sounding, ovvero l’uso ingannevole di nomi, simboli o riferimenti italiani per prodotti non autentici. In quest’ottica, viene regolamentato anche l’uso di termini come “latte”, vietandone l’impiego per prodotti vegetali se non chiaramente specificato.
La riforma interviene anche sulla filiera bufalina, introducendo sistemi di tracciamento digitale e controlli più stringenti per prevenire frodi e garantire l’origine dei prodotti.
Il settore agroalimentare italiano, e in particolare quello campano, rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello globale. Non solo per il valore economico, ma anche per il suo ruolo culturale e sociale. La nuova legge punta proprio a rafforzare questa identità, tutelando le imprese virtuose e garantendo ai cittadini prodotti sicuri, autentici e di qualità.
Fondamentale sarà anche il tema dell’etichettatura, con l’obiettivo di rendere sempre più trasparenti le informazioni e permettere scelte di acquisto consapevoli, contrastando pratiche commerciali scorrette.
Con questo intervento normativo, l’Italia compie dunque un passo decisivo nella difesa del proprio patrimonio agroalimentare, rafforzando la competitività delle imprese e il prestigio del Made in Italy sui mercati internazionali.


