NAPOLI – “Melodie del riscatto: letture in turco e tedesco”: questo il titolo del secondo evento realizzato il 12 marzo nell’ambito dell’iniziativa “Voci di donna: riscatto e identità tra le mura della legalità”, proposto dell’associazione Rinascita Sociale Salam House, per la rassegna “Marzo Donna” del Comune di Napoli, che sviluppa a partire dalle lotte silenziose della Vienna di fine Ottocento alle sfide contemporanee nelle strade di Istanbul, attraverso le letture delle opere di Sezan Aksu e Bertha von Suttner.
Sezen Aksu è una delle figure più influenti della musica pop nel panorama turco, conosciuta con il soprannome affettuoso di “Minik Serce” (il “Piccolo Passero”), la sua carriera è stata attraversata da decenni di successi, durante i quali ha saputo ridefinire i canoni estetici e poetici della canzone d’autore. È celebrata non solo per la sua vocalità, ma anche per la profondità dei suoi testi, all’interno dei quali è possibile esplorare le migliaia di sfumature dell’amore, del dolore della separazione e della fragilità dei sentimenti dell’uomo.
Il brano selezionato, letto da Ipek Ozsatir, volontaria del Corpo Europeo di Solidarietà in servizio presso Rinascita Sociale Salam House, che rappresenta una delle vette della sua produzione, è Biliyorsun, un’opera introspettiva la cui lirica, carica di sensibilità e metafore, può essere letta e apprezzata come una poesia moderna. Il brano tratta la vicenda di due amanti legati da un sentimento profondo. Il cuore del testo risiede nel contrasto tra l’amore impossibile, per incapacità di accoglierlo, e la rassegnazione consapevole. Sezen Aksu mostra come amare significa avere il coraggio di ammettere che alcuni sentimenti, per quanto possono essere autentici, non sono destinati a realizzarsi nel mondo reale.
La seconda autrice selezionata è Bertha von Suttner, scrittrice e attivista austriaca, riconosciuta oggigiorno come una delle figure più influenti e carismatiche del movimento pacifista durante il XIX secolo, denominata ‘La Valchiria della Pace’. Il suo operato si colloca in un periodo di profonde trasformazioni geopolitiche, durante il quale operò per scardinare la cultura militarista europea attraverso una critica sistematica della guerra. Tale impegno pioneristico le permise di ricevere nel 1905 il Premio Nobel per la Pace, divenendo la prima donna a ottenere tale riconoscimento e legittimando il ruolo femminile all’interno della diplomazia internazionale. La figura di von Suttner è stata fondamentale per aver anticipato concetti chiave nella politica moderna, come l’attivismo femminile in ambito politico: la sua capacità di imporsi in un’arena quasi esclusivamente maschile le permise di diventare un modello di leadership per i movimenti futuri per i diritti civili.
Una delle opere fondamentali di Bertha von Suttner è Giù le armi! (Die Waffen nieder!), romanzo pubblicato nel 1889 che ben presto divenne un vero e proprio manifesto politico mascherato da narrativa. Attraverso il racconto della protagonista, Martha, vennero denunciati da una parte i valori e gli orrori dei conflitti, decostruendo la dialettica dell’eroismo bellico, dall’altra l’impatto della guerra sulle donne che, pur escluse dai processi decisionali e dalle gerarchie militari, ne subivano le conseguenze sociali, economiche e psicologiche.
Gli estratti, letti da Simona Repoli, già tirocinante dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” in servizio presso l’associazione Rinascita Sociale Salam House, fanno parte del primo libro del romanzo, in cui l’autrice traccia un profilo accurato sul sistema educativo del XIX secolo, rivelando come l’identità femminile venisse plasmata per scopi funzionali allo Stato e alla struttura patriarcale. Martha viene educata all’eleganza e all’obbedienza, ma anche allontanata dai temi della politica e della guerra, forzando un analfabetismo civico per isolare le donne dalla sfera pubblica, riservata agli uomini. Di fatto la formazione fornita alla protagonista non è finalizzata all’autodeterminazione, ma alla preparazione del matrimonio, presentato come unico fine esistenziale, in quanto la donna è vista come un soggetto in attesa di realizzare la propria identità, realizzazione possibile attraverso il legame con un uomo, un soldato, un eroe.
Il progetto mira a raccontare le donne e la loro forza, con letture fatte da donne per le donne (e non solo), favorendo l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva, nonché la cultura della legalità. La partecipazione delle volontarie del Corpo Europeo di Solidarietà e del mondo accademico garantisce un approccio multiculturale e intergenerazionale. Le letture in lingua originale, accompagnate da traduzioni e analisi critiche, hanno trasformato il bene confiscato alla criminalità organizzata in un laboratorio di bellezza e legalità, con il tocco delle donne.
Le attività si sono svolte il 17, 19 e 24 marzo 2026 (ore 10:00-12:00), presso la sede dell’associazione Rinascita Sociale Salam House di vico Zuroli 10 – Napoli, bene confiscato alla criminalità organizzata.


