lunedì, Giugno 15, 2026
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La recente contrazione della quota dei redditi da lavoro sul valore aggiunto in Italia

La parte del reddito generato in Italia guadagnata dai lavoratori si è ridotta negli ultimi anni a causa della lenta crescita delle retribuzioni e dell’aumento dei prezzi.

L’ultima Relazione della Banca di Italia sul 2025 ha dedicata una sezione di approfondimento alla variazione della quota del lavoro in Italia dalla fine del 2019.  

La quota del lavoro è il rapporto fra redditi da lavoro e reddito totale prodotto in un paese ed è un indice della distribuzione del reddito nazionale tra lavoro e capitale. La quota del lavoro aumenta se cresce la parte del reddito totale guadagnata dai lavoratori (dipendenti ed autonomi) mentre diminuisce nel caso in cui la parte del reddito globale ai lavoratori si riduce.

Dal quarto trimestre 2019 al quarto trimestre 2025 la quota del lavoro in Italia è diminuita di oltre il -2%, nonostante il recupero del bienno 2023-2024. Nello stesso periodo la quota è aumentata in Spagna del 2% ed in Francia dell’1% ed è diminuita del -2% in Germania.

Dall’analisi dalla Banca di Italia emerge che il motivo principale della contrazione della quota del lavoro in Italia è stata la riduzione delle retribuzioni reali: in altre parole la quota di reddito totale ai lavoratori è diminuita da fine 2019 poiché le retribuzioni orarie sono aumentate meno dell’aumento dei prezzi dei beni di consumo.

Uno dei fattori che può spingere la crescita delle retribuzioni è l’incremento della produttività del lavoro: se la produttività di un’ora di lavoro aumenta è possibile trovare spazi per contrattare aumenti della retribuzione oraria.

Al riguardo le ultime statistiche dell’Eurostat aggiornate allo scorso 5 giugno non forniscono segnali incoraggianti: in Italia la produttività del lavoro al primo quadrimestre 2026 rispetto al primo quadrimestre del 2025 è diminuita anche se di poco: -0,2% per la produttività reale per lavoratore e dello -0,3% per la produttività reale per ora lavorata. Nell’area EU la produttività è aumentata in modo molto lieve (0,1%) nello stesso intervallo di tempo; nello specifico la produttività è aumentata in 21 dei 27 paesi considerati (con l’aumento del 5,1% per la Danimarca, del 3% per la Svezia e del 2,8% per la Polonia) mentre in 6 paesi (tra cui l’Italia) è diminuita (cfr. EU’s labour productivity slightly increased in Q1 2026 – Eurostat – News de 5 giugno 2026).

In conclusione, la ripresa della produttività e l’adozione di misure di contenimento degli effetti dell’inflazione sono misure essenziali per favorire in prospettiva la crescita delle retribuzioni reali delle famiglie che hanno patito in questi anni l’erosione del potere di acquisto dei loro redditi.

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