sabato, Maggio 23, 2026
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La chiave dei sentimenti: quando la letteratura insegna a riconoscere ciò che proviamo

Racconti, saggi e riflessioni in un volume collettivo che esplora l’alfabeto emotivo dell’essere umano

C’è un momento, nella vita di ognuno, in cui le parole smettono di bastare per descrivere quello che si sente. È in quel momento che la letteratura entra in gioco, non per spiegare, ma per mostrare. Questo è, in sostanza, il cuore pulsante de La chiave dei sentimenti, volume collettivo curato da Valentina de Giovanni e pubblicato da Homo Scrivens nella collana Polimeri, diretta da Aldo Putignano.

Il libro non è semplicemente un’antologia. È il risultato di un percorso formativo di scrittura collettiva che ha riunito voci diverse attorno a un tema comune: i sentimenti, nella loro complessità, nella loro fragilità, nella loro capacità di definirci come esseri umani. Il volume porta il patrocinio dell’AMI – Avvocati Matrimonialisti Italiani, distretto di Napoli, un dettaglio che non è decorativo ma sostanziale: le relazioni umane, quando entrano nelle aule dei tribunali, rivelano quanto poco siamo educati a gestire le nostre emozioni.

Il lessico sentimentale che apre il volume porta la firma di Maurizio de Giovanni, tra i narratori più amati d’Italia, tratta da La biblioteca dei sentimenti. È una scelta editoriale precisa: affidarsi a una voce autorevole per costruire il perimetro lessicale ed emotivo entro cui si muovono tutti i contributi successivi.

I racconti che compongono il corpo centrale del libro toccano temi universali attraverso storie specifiche, locali, personali. C’è chi racconta la perdita, chi la giustizia, chi la colpa e il perdono. C’è Il campo di Martin Rua, ambientato in un’atmosfera sospesa tra memoria e follia lieve, dove il guardiano di un campo di granoturco porta il peso di una storia di violenza e amore andata storta. C’è la tensione dei corridoi di uno studio legale, dove le relazioni di potere si intrecciano con quelle affettive. Ci sono sogni in cui i padri tornano a nuotare e figlie che aspettano sulla riva, perché certi addii non si consumano mai del tutto.

Ogni racconto è preceduto da una definizione: giustiziapauraamoregratitudine. Come in un dizionario del cuore, ogni lemma introduce una storia che lo interroga, lo contraddice o lo supera.

Tra i contributi più significativi della sezione saggistica, spicca l’intervista a Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’AMI. Il tema è scomodo e necessario: per cambiare davvero il modo in cui uomini e donne si relazionano, bisogna partire dall’educazione emotiva, e bisogna farlo a scuola. Gassani porta l’esempio del piccolo Ethan, bambino rapito dal padre e portato negli Stati Uniti, poi riportato in Italia grazie a un lavoro legale lungo e complesso. Una storia che dietro la dimensione giuridica nasconde un nucleo puramente sentimentale: il possesso, il dolore, l’amore come controllo.

La chiave dei sentimenti è un volume che appartiene a Napoli senza essere localista. Parla la lingua della città – diretta, calda, capace di stare sul bordo tra comico e tragico – ma lo fa con una consapevolezza culturale che lo rende accessibile e significativo ben oltre i confini geografici. È un libro da leggere lentamente, sospendendo l’abitudine a passare in fretta da un’emozione all’altra. Perché la chiave che il titolo promette non apre una porta sola: apre un intero palazzo, stanza dopo stanza.

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