Un nuovo e promettente volto della PM5 Talent di Peppe Mastrocinque debutta nel mondo della serialità. Si tratta di Antonio Incalza, classe 2015, il più giovane protagonista di “Gomorra – Le Origini”, l’attesissimo prequel in sei episodi della celebre saga Sky Original ispirata al bestseller di Roberto Saviano. Nella serie, Antonio Incalza interpreta Fucariello, un orfanello vivace, sempre in cerca di qualche guaio e di qualcosa da mettere nello stomaco.
Insieme a Manuele, Lello e Toni, forma il gruppo degli inseparabili amici di Pietro, protagonista delle loro avventure più rocambolesche.
Il personaggio di Fucariello incarna la spensieratezza e la resilienza dell’infanzia, portando sullo schermo un tocco di autenticità e dolcezza in una narrazione segnata dalla durezza delle origini del mondo di Gomorra. Antonio Incalza frequenta la quinta elementare a Napoli e studia recitazione presso la PM5 Talent, la scuola diretta da Peppe Mastrocinque. Dopo un piccolo ruolo nel film “Il Treno dei Bambini”, questa nuova esperienza in “Gomorra – Le Origini” rappresenta un passo importante per la sua carriera.
Antonio, interpreti Fucariello, un “orfanello sempre alla ricerca di guai e di qualcosa da mettere nello stomaco”. Cosa ti piace di più del tuo personaggio e in che cosa gli assomigli di più, oltre alla passione per il mangiare?
«Fucariello è un personaggio che mi rispecchia molto. Sono stato molto soddisfatto che abbiano scelto me proprio per interpretare questo ruolo, in particolar modo perché mi rivedo molto in lui, non solo perché come me ama mangiare, ma anche per il suo modo di affrontare le cose, la spontaneità e lo stare bene con gli amici».
Fucariello fa parte di un gruppo di amici inseparabili attorno a un giovane Pietro Savastano. Com’è stato il rapporto con gli altri giovani attori sul set? Vi siete davvero “legati” come i personaggi della serie?
Si, tra di noi è nata una bella amicizia, anche fuori dal set. Ci sentiamo e ci vediamo. Per me è stata davvero una bellissima esperienza, proprio perché ho avuto la possibilità di conoscere nuove persone e fare tante amicizie, sia con i ragazzi, ma anche con gli adulti. Poi, essendo il più piccolo del cast, sono stato molto coccolato».

Hai detto che questa esperienza ti ha fatto “iniziare a capire realmente com’è la vita su un set”. Qual è stata la scoperta più bella e, forse, la più faticosa?
«La scoperta più bella e allo stesso tempo affascinante, almeno per me, è sicuramente vedere come viene realizzato un film, una serie e di tutte le persone che lavorano dietro per la buona riuscita del progetto. Stessa cosa anche per quanto riguarda la parte faticosa, nel senso che solo vivendo un set cinematografico, ti rendi conto di quanto lavoro ci sia dietro. Personalmente io ho vissuto questa esperienza nel migliore dei modi, come un gioco, quindi non ho accusato alcuna fatica, quella l’ho vista negli operatori che hanno investito tutte le loro energie per dare il meglio».
Dopo “Il Treno dei Bambini” e ora questo importante ruolo in “Gomorra – Le Origini”, l’esperienza sul set ti ha confermato che quella dell’attore è la strada che vuoi percorrere da grande?
Assolutamente sì. Il Treno dei bambini è stato il mio primo film e pur se avevo un piccolo ruolo, ha fatto sì che io potessi concretizzare di quanto fosse bello questo lavoro».
Studi recitazione alla PM5 Talent. In che modo la scuola ti ha preparato per affrontare un set così importante? C’è un consiglio di Peppe Mastrocinque o dei tuoi insegnanti che ti porti sempre con te?
«La formazione alla PM5 Talent è importante per un giovane attore come me che vuole avvicinarsi al mondo del cinema e della televisione. Ogni lezione è importante. Sicuramente tra i tanti consigli di Peppe Mastrocinque che porto sempre con me è quello di essere sempre me stesso, di vivere tutto come se fosse un gioco e allo stesso tempo di essere concentrato sul percorso che voglio seguire, senza perdere mai di vista la realtà e i miei sogni».
Hai avuto la possibilità di osservare da vicino attori più esperti e un regista come Marco D’Amore. C’è qualcosa che hai imparato semplicemente guardandoli lavorare?
«Essere diretto da Marco D’Amore è stata un’esperienza molto formativa, poiché è una persona stupenda, saggia e che sa molte cose, credo che da lui si possa solamente imparare».
Se dovessi convincere un tuo compagno di scuola o un amico a guardare “Gomorra – Le Origini”, cosa gli diresti? Perché, secondo te, è una serie che può appassionare anche il pubblico giovane?
«I miei compagni già la guardano perché sono curiosi di vedermi. Credo che sia una serie composta da un cast di attori molto forti e brillanti, come anche la regia».


