domenica, Aprile 12, 2026
spot_img
HomeNews“IA, Napoli investe in formazione per manager”

“IA, Napoli investe in formazione per manager”

Napoli punta sull’intelligenza artificiale: nasce un polo di formazione per manager e imprese

A Napoli prende forma una nuova iniziativa dedicata all’intelligenza artificiale e alla formazione delle classi dirigenti. È stata presentata la prima edizione dell’“AI Strategy Bootcamp”, un programma rivolto a imprenditori e manager chiamati a governare la trasformazione tecnologica in atto.

Il progetto è promosso da Stoà, Spici e dal Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e si propone come uno spazio di alta formazione per affrontare le sfide legate all’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo produttivo e nella pubblica amministrazione.

Nel corso della presentazione, il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, ha sottolineato la portata della trasformazione in corso. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, rappresenta uno dei cambiamenti più profondi per economia e lavoro, e richiede una risposta chiara da parte dell’Italia e dell’Europa.

Secondo Manfredi, è necessario rafforzare gli investimenti in innovazione e sviluppo tecnologico, con un’attenzione particolare al tema della sovranità digitale. Allo stesso tempo, ha evidenziato l’urgenza di aprire un confronto nazionale sull’evoluzione del lavoro, destinato a cambiare radicalmente sotto l’impatto delle nuove tecnologie.

Sulla centralità della formazione si è soffermata Angelica Saggese, assessore alla Formazione della Regione Campania. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, si sta diffondendo rapidamente e richiede competenze adeguate per essere utilizzata in modo consapevole.

La Regione intende sostenere questo processo attraverso investimenti mirati alla diffusione della conoscenza, con effetti diretti sui percorsi formativi, sulle professioni e sull’organizzazione delle imprese.

A illustrare il progetto è stato Enrico Cardillo, direttore generale di Stoà. La nuova scuola di alta formazione nasce con l’obiettivo di fornire strumenti concreti a imprenditori e manager pubblici, chiamati a gestire trasformazioni che stanno già incidendo profondamente sui processi aziendali.

Si tratta, ha spiegato, non solo di un cambiamento tecnologico, ma anche culturale: l’intelligenza artificiale impone una nuova mentalità e un diverso approccio all’organizzazione del lavoro.

Per Matteo Lorito, rettore della Federico II, la sfida principale è portare l’intelligenza artificiale all’interno delle piccole e medie imprese, cuore del sistema produttivo italiano. Un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso investimenti nella formazione e un accompagnamento costante delle imprese nei processi di innovazione.

Dello stesso avviso Giorgio Ventre, professore di ingegneria informatica, che ha evidenziato il ritardo dell’Italia nell’adozione di queste tecnologie. Un gap che, secondo lui, è legato anche a un approccio ancora troppo prudente verso l’innovazione.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di sviluppo tecnologico della città. Come ha sottolineato Paolo Scudieri, presidente di Stoà, l’obiettivo è creare un polo di eccellenza capace di formare una nuova classe dirigente consapevole delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

A rafforzare questa visione anche Vincenzo Lipardi, presidente di Spici, che ha evidenziato la nascita di una nuova academy come luogo di confronto e approfondimento.

Napoli si candida così a diventare un punto di riferimento nel campo della formazione sull’intelligenza artificiale, con l’ambizione di coniugare innovazione tecnologica e valorizzazione delle competenze umane.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI