domenica, Settembre 13, 2026
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Formazione professionale, il Movimento diffida la Regione Campania

Il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate ha notificato alla Regione Campania una diffida formale contro il Decreto Dirigenziale n. 325 del 21 maggio 2026, chiedendone la sospensione e l’annullamento in autotutela. Al centro della contestazione c’è una norma che, secondo il Movimento, lascerebbe le scuole di formazione professionale senza corsi attivabili per un periodo di durata indefinita, con ricadute dirette sulle opportunità di lavoro di molti iscritti.
Il decreto, pubblicato sul BURC n. 27 del 1° giugno 2026, stabilisce che le schede dei corsi oggi disponibili nel Repertorio Regionale delle Qualificazioni (RRTQ) resteranno nell’area pubblica per soli dieci giorni dalla pubblicazione. Trascorso questo termine, le schede non saranno più accessibili. Le versioni aggiornate, referenziate al quadro europeo delle qualifiche (EQF), non hanno invece una data di pubblicazione definita.

Un vuoto normativo che penalizza studenti e scuole
La conseguenza pratica è quella che il segretario del Movimento, Nicola Troisi, descrive senza giri di parole: «Tolgono i corsi dal catalogo pubblico nel giro di dieci giorni e non dicono quando rimetteranno quelli aggiornati. Si crea un periodo di durata indefinita in cui le nostre scuole non hanno più né i corsi di prima né quelli nuovi, e nessuno può far partire un percorso. Il tutto in un momento di grave fibrillazione per il comparto, a causa della fine del programma GOL».
La questione si fa ancora più concreta quando si considera il legame tra le qualificazioni del Repertorio e le graduatorie di istituto del personale ATA. Le qualifiche dell’area socio-assistenziale e socio-sanitaria, come quella di operatore socio-sanitario, sono riconosciute come titoli valutabili in queste graduatorie, che saranno aggiornate nella primavera del 2027 con una procedura per soli titoli a cadenza triennale.
«Molti si sono iscritti ai nostri corsi proprio per conseguire un titolo utile a guadagnare punti nelle graduatorie ATA del 2027», spiega Troisi. «Bloccare adesso la partenza dei percorsi significa togliere a queste persone un’opportunità di lavoro concreta che, vista la cadenza triennale, non si ripresenterà prima di tre anni».

Il Movimento non chiede uno stravolgimento del sistema, ma una misura di buon senso: che i vecchi standard non vengano rimossi prima che quelli nuovi siano pubblicati, con un termine certo e un adeguato periodo di transizione a tutela dei percorsi già programmati. Viene denunciata anche l’assenza di qualsiasi confronto preventivo con gli enti accreditati e le organizzazioni di categoria.
La diffida fissa alla Regione un termine al 10 giugno 2026 per provvedere. In assenza di riscontro, il Movimento si riserva il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, anche in via cautelare d’urgenza.

Quella contro il Decreto Dirigenziale n. 325 non è l’unica azione legale avviata in queste settimane. Il Movimento ha anche querelato il dipendente regionale che avrebbe registrato e diffuso gli audio di esami, poi ripresi da Fanpage. Secondo il sindacato datoriale, quei contenuti avrebbero rappresentato le vicende in modo parziale, generando nell’opinione pubblica l’idea di una responsabilità generalizzata dell’intero settore della formazione professionale campana.
«Le commissioni d’esame sono nominate dagli uffici regionali e composte, in tutto o in parte, da personale interno alla Regione: gli enti di formazione, nella procedura d’esame, sono soggetti vigilati, non vigilanti», sottolinea Troisi. «Per questo ci siamo rivolti all’autorità giudiziaria, a tutela del Movimento e di tutti gli enti associati, perché si accerti la verità dei fatti e si chiariscano gli effettivi ambiti di responsabilità».

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