lunedì, Giugno 15, 2026
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Casalnuovo, arrestato il latitante ritenuto vicino al clan Contini: era irreperibile da marzo

Si è conclusa a Casalnuovo di Napoli la latitanza di un uomo di 50 anni, originario del capoluogo partenopeo, arrestato dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’uomo era ricercato dallo scorso 3 marzo, giorno in cui si era reso irreperibile durante l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.

L’operazione che ha portato alla sua cattura rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Comando Provinciale dei Carabinieri, con il supporto della Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo e della S.I.S.C.O. di Napoli. Dopo mesi di ricerche e accertamenti, gli investigatori sono riusciti a localizzare il presunto affiliato all’interno del territorio di Casalnuovo, ponendo fine alla sua irreperibilità.

Secondo l’impostazione accusatoria, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, il cinquantenne sarebbe ritenuto un elemento di rilievo del clan Contini, organizzazione criminale inserita nella cosiddetta Alleanza di Secondigliano insieme ai clan Licciardi e Mallardo. Gli inquirenti contestano il suo coinvolgimento in attività legate alla gestione di traffici illeciti e ad altre condotte criminali riconducibili all’organizzazione.

L’arresto si inserisce nel più ampio contesto dell’operazione eseguita nei primi giorni di marzo che aveva coinvolto complessivamente 39 persone, tutte destinatarie di misure cautelari perché gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di appartenenza al clan Contini.

Le indagini hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’assetto organizzativo del gruppo criminale, che secondo gli accertamenti avrebbe operato attraverso diverse articolazioni distribuite in numerose zone della città. Le varie strutture territoriali avrebbero mantenuto una relativa autonomia operativa, pur continuando a fare riferimento ai vertici dell’organizzazione, considerata dagli investigatori come un’unica realtà criminale coordinata.

Nel quadro delineato dagli inquirenti, l’uomo arrestato avrebbe avuto un ruolo significativo nel quartiere Poggioreale, in particolare nell’area del rione Sant’Alfonso, conosciuto popolarmente come “‘o Connolo”. Sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato incaricato di gestire attività illecite riconducibili all’organizzazione, tra cui estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti.

Per rintracciare il ricercato sono state impiegate sia tecniche investigative tradizionali sia strumenti tecnologici avanzati, che hanno consentito di seguire piste e movimenti fino all’individuazione del luogo in cui si nascondeva. L’attività investigativa si è sviluppata per diversi mesi e ha richiesto un costante coordinamento tra le diverse articolazioni delle forze dell’ordine coinvolte.

L’uomo è stato quindi arrestato in esecuzione della misura cautelare emessa dall’autorità giudiziaria e trasferito a disposizione della magistratura.

Come previsto dalla legge, il provvedimento eseguito è stato disposto nella fase delle indagini preliminari. L’indagato potrà esercitare tutti gli strumenti di difesa previsti dall’ordinamento e la sua posizione sarà valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario. Vale pertanto il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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