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Casa GLO Napoli: nuovo progetto di inclusione con agricoltura sociale e fattoria didattica

NAPOLI – Da simbolo della criminalità organizzata a modello di inclusione sociale e sostenibilità. La villa “La Gloriette”, bene confiscato al boss della camorra Michele Zaza, si trasforma in un vero e proprio ecosistema di opportunità grazie al progetto di ampliamento di Casa GLO.

Il Comune di Napoli ha affidato alla cooperativa L’Orsa Maggiore anche i piani sottostanti della struttura e l’ampio terreno agricolo annesso di circa 11mila metri quadrati. L’obiettivo è ambizioso: raddoppiare il numero dei partecipanti e creare un sistema integrato fatto di inclusione, autonomia e comunità.

La villa, già dal 2010 sede di un servizio diurno per persone vulnerabili con difficoltà di autonomia, sarà ora affiancata da nuovi spazi e attività. Il terreno diventerà un’oasi della biodiversità con orti coltivati e una fattoria didattica aperta alla comunità.

L’annuncio è arrivato durante la presentazione dello studio “Esperienze e nuove sfide”, curato da Gianluca Bove e Nicoletta Gasparini, che analizza il riutilizzo sociale dei beni confiscati e promuove modelli virtuosi

Il progetto prevede attività concrete e formative: dalla cura dell’orto e degli animali alla manutenzione degli spazi, fino alla raccolta e trasformazione di prodotti a chilometro zero. I partecipanti saranno affiancati da operatori sociali e agricoli, in collaborazione con la Tenuta Agricola Melofioccolo.

Non solo inclusione: la struttura punta a diventare anche una comunità energetica, rafforzando il legame tra sostenibilità ambientale e impatto sociale.

«Dalle confische bisogna arrivare rapidamente all’assegnazione», ha sottolineato l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu, evidenziando il valore strategico di esperienze come Casa GLO.

Sulla stessa linea Simona Di Monte, che ha rimarcato come il vero obiettivo non sia solo sottrarre beni alla criminalità, ma restituirli alla comunità con un valore concreto: sociale, economico e simbolico.

Casa GLO si configura come un modello innovativo che unisce diverse competenze: lavoro sociale, tutela dei diritti, orientamento e agricoltura sostenibile. Tra i partner coinvolti figurano il Centro Studi della Fondazione Rut e l’associazione Tutti a Scuola ODV.

Ogni spazio è progettato per favorire autonomia, sviluppo di competenze e protagonismo delle persone coinvolte, in particolare giovani adulti con fragilità.

Dallo studio emerge un dato significativo: l’età dei partecipanti si sta progressivamente alzando, con una presenza crescente di over 30 e richieste anche per persone oltre i 40 anni.

Il 93% degli utenti proviene dalla città di Napoli, in particolare dalle aree flegree e dalle municipalità 1 e 5, mentre il restante 7% arriva dall’area metropolitana. Si registra inoltre una prevalenza maschile tra i partecipanti.

Numeri che confermano la necessità di ampliare servizi e spazi, rafforzando un modello che punta a trasformare un bene confiscato in un punto di riferimento stabile per il territorio.

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