mercoledì, Giugno 17, 2026
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Arzano, omicidio di Rosario Coppola e racket delle estorsioni: 17 arresti tra clan, “mesate” ai detenuti e ordini dal carcere

Maxi operazione dei Carabinieri e della Direzione Distrettuale Antimafia nell’area nord di Napoli. I militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione di stampo mafioso all’estorsione aggravata, fino all’omicidio volontario e alla detenzione illegale di armi.

L’inchiesta ruota attorno a una presunta organizzazione camorristica operativa ad Arzano e nei territori limitrofi. Al centro delle indagini anche la ricostruzione dell’omicidio di Rosario Coppola, ucciso lo scorso 4 febbraio in quello che gli investigatori ritengono essere stato un tragico caso di scambio di persona.

L’ordinanza cautelare rappresenta l’evoluzione di un precedente provvedimento eseguito il 21 aprile, quando undici persone erano state fermate nell’ambito della stessa indagine. Secondo quanto emerso, il giudice per le indagini preliminari avrebbe confermato il quadro indiziario per sette dei soggetti già coinvolti e riconosciuto ulteriori gravi indizi nei confronti di altri dieci indagati.

Tra questi, secondo gli inquirenti, figurerebbero anche esponenti di vertice dell’organizzazione criminale che, pur detenuti, avrebbero continuato a impartire direttive e ordini agli affiliati rimasti operativi sul territorio.

Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere un sistema economico consolidato fondato sulle estorsioni ai danni delle attività del territorio. Proprio i proventi del racket, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati utilizzati anche per garantire sostegno economico agli affiliati detenuti attraverso il pagamento della cosiddetta “mesata”, una forma di assistenza destinata ai membri del clan finiti in carcere e alle loro famiglie.

L’operazione rappresenta un ulteriore colpo alle dinamiche criminali radicate nell’area a nord di Napoli e conferma l’attenzione investigativa sul controllo del territorio e sulle strutture economiche delle organizzazioni camorristiche.

Come precisato dagli inquirenti, il provvedimento eseguito è una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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