martedì, Febbraio 10, 2026
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Undertourism e Carta di Amalfi: la risposta italiana alla sfida dell’overtourism

L’Italia del turismo compie un passo decisivo verso un nuovo paradigma di accoglienza

L’anno 2025 ha segnato un record di presenze in Italia per quanto riguarda il settore turistico. Sicuramente un dato positivo per quello che all’estero è considerato “il bel paese”: il turismo internazionale non solo cresce, ma diventa il vero motore del settore. Infatti oltre della metà delle presenze arriva dall’estero, e grazie a questo dato, durante lo scorso anno, l’Italia si è collocata davanti alla Francia per flussi complessivi e sempre più vicina alla Spagna, storicamente leader del turismo europeo.

Il campo ha raggiunto traguardi che fino a pochi anni fa sembravano difficili da immaginare. Presenze in crescita, domanda internazionale solida, spesa turistica in aumento e una capacità di competere con gli altri stati europei. Sarà questa la linea guida anche per questo nuovo anno?

Nonostante la grande soddisfazione nel settore turistico, con cui si è chiuso il 2025, il fenomeno dell’overtourism rappresenta, per il 56% degli italiani, un vero e proprio problema. E’ da considerare che il 70% dei turisti che vengono a visitare il nostro Paese si concentra solo nell’1% del territorio nazionale. Questo comporta effetti su comunità locale, con i residenti che faticano a trovare alloggi a causa degli affitti brevi che fanno schizzare i prezzi, sulla mobilità con mezzi pubblici saturi, e sull’ambiente, considerando l’aumento dei rifiuti, il maggiore inquinamento, e il deterioramento del patrimonio culturale.

L’overtourism è proprio questo: la concentrazione eccessiva di turisti in un’area specifica, in un dato momento, ben oltre la normale portata del luogo.

Come si combatte e si risolve un problema di questa portata? In questo scenario, la Carta di Amalfi – nata nell’aprile 2025 dal summit “Destinazioni e Comunità” – si è posta come il manifesto politico per un cambio di rotta: si ratta di un patto siglato da oltre 25 Comuni italiani per definire un nuovo modello di turismo sostenibile e responsabile, equilibrando le esigenze dei visitatori con la qualità della vita dei residenti. Il documento, promosso da località turistiche di rilievo, affronta temi come la gestione dei flussi, la mobilità, la sicurezza e la fiscalità, promuovendo benefici diffusi per le comunità locali. Al gennaio 2026, i comuni aderenti includono: Amalfi, Arzachena, Atrani, Ayas, Capri, Castellabate, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Ischia, Pinzolo/Madonna di Campiglio, Polignano a Mare, Pollica, Positano, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano, Taormina, Volterra.

Nella giornata di ieri, 26 gennaio 2026, presso il Palazzo del Ghiaccio a Milano, nell’ambito del Terzo Forum Internazionale sul Turismo, promosso dal Ministero del Turismo in collaborazione con ENIT, dedicato al tema “Undertourism, la sfida dell’Italia da scoprire”, è stato ufficialmente istituito il Tavolo Interistituzionale per l’attuazione della Carta di Amalfi.

L’accordo è stato firmato dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè, dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dai Sindaci dei Comuni italiani ad alta vocazione turistica aderenti alla Carta di Amalfi, segnando un passaggio decisivo verso l’attuazione concreta dei principi contenuti nella Carta.

Cooperazione e concertazione sono i principi cardine che caratterizzano il Tavolo Interistituzionale, per promuovere un modello di turismo che porti benefici economici e contribuisca alla crescita e al benessere delle comunità locali; preservare l’ambiente e il patrimonio culturale e storico delle destinazioni  turistiche; garantire la sicurezza e una buona qualità della vita per i residenti,  affrontando temi come la gestione della mobilità, degli spazi pubblici e dei  servizi; coinvolgere attivamente le comunità locali nella definizione delle politiche  turistiche e delle politiche che hanno un impatto diretto e/o indiretto sul  turismo, rendendole protagoniste della propria offerta turistica.

Nel suo intervento, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha evidenziato l’importanza di un approccio calibrato sulle specificità dei territori: “La Carta di Amalfi è molto importante perché consente di portare questi temi all’interno dei Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica, coinvolgendo Prefetti, Sindaci e Forze di Polizia, per un’analisi puntuale e aderente alle diverse realtà territoriali, poiché Amalfi è diversa da Courmayeur o Roccaraso”.

L’istituzione del Tavolo a Milano sancisce che la sfida dell’overtourism non è un problema locale, ma una priorità nazionale. Il modello Amalfi, basato su “cooperazione e concentrazione”, aspira a diventare lo standard per tute le destinazioni italiane che desiderano coniugare profitto economico e qualità della vita.

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