Un’altra Italia. A pochi giorni dalla deludente prestazione dell’Olimpico contro il Belgio, la Nazionale di Roberto Mancini cambia completamente volto e travolge la Turchia per 4-1 a Bursa. Non è soltanto il risultato a restituire fiducia, ma soprattutto il modo in cui gli Azzurri hanno interpretato la partita: calcio semplice, qualità tecnica, movimento e voglia di giocare.
Mancini ha cambiato molto rispetto alla gara di Roma e le risposte sono arrivate immediatamente. L’Italia ha disputato un primo tempo di grande intensità, mantenendo il baricentro alto e costringendo a lungo la Turchia nella propria metà campo. La differenza più evidente rispetto alla sconfitta contro il Belgio è stata nella qualità delle giocate e nella velocità con cui gli Azzurri hanno fatto circolare il pallone.
Pochi tocchi, triangolazioni, sovrapposizioni e soprattutto giocatori tecnicamente capaci di trovare rapidamente la soluzione più semplice. Il pallone ha viaggiato molto più velocemente e l’Italia è riuscita ad accompagnare l’azione con diversi uomini, senza affidarsi esclusivamente alle iniziative individuali.

Il risultato è stato un primo tempo praticamente a senso unico. Bastoni ha aperto le marcature, Frattesi ha firmato il raddoppio e Kayode ha trovato il gol all’esordio in Nazionale. Tre reti prima dell’intervallo che hanno indirizzato la partita e restituito l’immagine di una squadra completamente diversa rispetto a quella vista pochi giorni prima a Roma.
Ma al di là dei gol, è stata soprattutto la naturalezza del gioco a convincere. Questa Italia è sembrata divertirsi. E quando una squadra riesce a giocare con leggerezza senza perdere organizzazione e concretezza, tutto diventa più semplice.
Nella ripresa, su un terreno reso pesante dalla pioggia, la Turchia ha trovato immediatamente il gol dell’1-3 con Yilmaz. Gli Azzurri, però, non si sono disuniti e hanno risposto con Pio Esposito, autore della rete che ha fissato definitivamente il risultato sul 4-1.
Proprio la prestazione dei nuovi volti rappresenta probabilmente l’indicazione più interessante della serata. Mancini aveva deciso di rinnovare profondamente il gruppo, convocando diversi giovani e lasciando spazio a calciatori differenti rispetto al recente passato. A Bursa questa scelta ha prodotto una squadra aggressiva, tecnica e coraggiosa.
Una sola partita naturalmente non può cancellare i problemi emersi contro il Belgio e neppure risolvere improvvisamente le difficoltà che il calcio italiano si porta dietro da anni. Ma può indicare una direzione.
La sensazione è che l’Italia debba ripartire proprio dalla qualità tecnica. Quando in campo ci sono calciatori capaci di controllare velocemente il pallone, giocare nello stretto e muoversi senza palla, anche il lavoro dell’allenatore diventa più efficace. Mancini può mettere a disposizione esperienza, idee e capacità tattiche, ma sono poi i giocatori a dover trasformare quelle indicazioni in calcio.
E a Bursa si è finalmente vista una squadra che sembrava avere piacere nel giocare.
La vittoria serve anche alla classifica della Nations League e soprattutto al morale di un gruppo che aveva bisogno di una risposta immediata dopo il 2-0 subito dal Belgio. L’Italia conquista così i primi tre punti del girone e può guardare ai prossimi impegni con maggiore fiducia.
Il 4-1 contro la Turchia, però, dovrebbe rappresentare soprattutto un punto di partenza. Il rilancio della Nazionale non può dipendere esclusivamente dal commissario tecnico. Anche società e Federazione hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nella valorizzazione dei giovani italiani.
Se si vuole tornare ad avere una Nazionale stabilmente competitiva ai massimi livelli, occorre aumentare le opportunità per i talenti italiani, accompagnarne la crescita e avere il coraggio di utilizzarli. La partita di Bursa ha mostrato quanto entusiasmo possano portare giocatori giovani, tecnici e desiderosi di conquistarsi un posto.
Adesso arriva la parte più difficile: dare continuità a quanto visto in Turchia.
Perché il risultato conta, soprattutto in una competizione ufficiale, ma questa volta il segnale più importante arriva dal gioco. L’Italia ha vinto 4-1 divertendosi e facendo divertire. Dopo la brutta serata contro il Belgio, è probabilmente questa la notizia migliore.
Il talento italiano esiste. Bisogna avere il coraggio di farlo giocare.

