Manca poco meno di un mese al taglio del nastro di EUG Salerno 2026, l’ottava edizione dei Giochi Europei Universitari che, dal 18 luglio al 1° agosto, trasformeranno la provincia di Salerno e l’intera Campania nel cuore pulsante dello sport studentesco continentale. A trenta giorni dalla cerimonia inaugurale – prevista nella scenografica cornice di Piazza della Libertà a Salerno – il Campus di Fisciano ha ospitato una giornata cruciale, scandita da incontri operativi, conferenze istituzionali e un atteso ritorno mediatico.
La macchina organizzativa, coordinata dall’Università degli Studi di Salerno sotto l’egida dell’EUSA (European University Sports Association), ha svelato i dettagli di quello che si preannuncia come il più grande evento collettivo organizzato da un ateneo italiano negli ultimi anni. Un appuntamento che non promette solo agonismo, ma che si candida a diventare un manifesto di cooperazione, dialogo e integrazione culturale in un momento storico quanto mai complesso.
Una rete di 13 Comuni e 30 impianti sportivi
La fitta agenda della mattinata si è aperta con un vertice strategico tra lo staff organizzativo e i rappresentanti degli uffici stampa dei 13 comuni campani coinvolti (12 appartenenti alla provincia di Salerno e uno a quella di Avellino). Saranno ben 30 le strutture sportive dedicate alle competizioni, una rete infrastrutturale imponente che collegherà idealmente le due province.
Oltre ai moderni impianti interni al Campus di Fisciano e al Piazzale UniSA di Baronissi – quest’ultimo pronto a essere trasformato nell’arena ufficiale per il basket 3×3 – i Giochi toccheranno i comuni di Salerno, Baronissi, Bellizzi, Eboli, Mercato San Severino, Avellino, Montoro, Nocera Inferiore, Pellezzano, Pontecagnano, Roccapiemonte e Sarno. Una sinergia territoriale ratificata anche da Geppino Parente, presidente della Provincia di Salerno, che ha elogiato la totale disponibilità delle amministrazioni locali a fare rete con le università per promuovere lo sport e l’educazione dei giovani.
La rinascita di Unisound: la voce dell’Ateneo torna a splendere
Il secondo momento della giornata ha unito la memoria storica alle prospettive future dell’ateneo: l’inaugurazione dei rinnovati studi di Unisound, la web radio ufficiale dell’Università di Salerno. Rimasta spenta per un lungo periodo, l’emittente universitaria riprende ufficialmente le trasmissioni proprio grazie al traino mediatico dei Giochi europei, sotto la guida del professor Alfonso Amendola, delegato del Rettore per la Web Radio e la Televisione di Ateneo.
“Unisound deve rappresentare una voce importante per il Campus e per tutto il territorio”, ha sottolineato con soddisfazione il Magnifico Rettore, Virgilio D’Antonio. “Il fatto che questo faro della comunicazione fosse rimasto spento per un lungo periodo rappresenta una piccola macchia che ora intendiamo superare con slancio. EUG Salerno 2026 rappresenta sicuramente un’occasione importante per sperimentare e far ripartire la voce del nostro Ateneo”.
Nel corso della prima diretta radiofonica dagli studi rinnovati, il professor Amendola ha delineato le tre anime del nuovo corso editoriale: quella istituzionale e didattica, quella legata alla comunità studentesca e al personale non docente, e infine una terza dimensione aperta al territorio. Un rilancio colmo di emozione, dedicato esplicitamente alla memoria dello scomparso e mai dimenticato Francesco Colucci.
Il vertice istituzionale: lo sport come argine alla “forza bruta”
La mattinata si è conclusa con la conferenza stampa ufficiale sui dettagli logistici e organizzativi, alla quale hanno preso parte i massimi vertici delle istituzioni locali e sportive: accanto al Rettore D’Antonio e al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, erano presenti Haris Pavletic (presidente EUSA), Lorenzo Lentini (presidente Cus Salerno), Emilio Di Marzio (presidente Adisurc) e il presidente della Provincia Geppino Parente.
“Non nascondiamo l’orgoglio e l’emozione per questa sfida che testa la nostra macchina organizzativa”, ha dichiarato il Rettore D’Antonio. “Al tempo stesso è il nostro Ateneo a sfidare il territorio: Salerno può ambire a essere una città europea se anche la sua Università lo fa. Questo non è solo un evento sportivo, ma un grande momento di composizione accademica”.
Proprio il primo cittadino salernitano, Vincenzo De Luca, ha voluto allargare l’orizzonte concettuale della manifestazione, legandola a temi di stretta attualità geopolitica: “Siamo in presenza di un evento importante, il cui significato va al di là dello sport. Il territorio ospiterà oltre quattromila atleti provenienti da diverse aree europee e questo confronto tra culture deve rappresentare un momento simbolico rispetto al tema ineludibile della pace tra i popoli, della riconquista del diritto internazionale rispetto alla forza bruta. Tutto quello che va in direzione del dialogo aiuta a trovare il modo per convivere”.
L’entusiasmo è condiviso da Lorenzo Lentini (Cus Salerno), che vede nei Giochi il coronamento di un percorso iniziato con le Universiadi del 2019: “Avevamo un grande sogno e lo abbiamo finalmente raggiunto; ora abbiamo il dovere di proteggerlo con una grande organizzazione”. Se da un lato il presidente di Adisurc, Emilio Di Marzio, non ha nascosto che per la popolazione studentesca residente si preannuncia “un periodo di indubbi sacrifici sul piano logistico”, ha parimenti ribadito che lo sforzo sarà ampiamente ripagato da un’occasione straordinaria di condivisione e cultura.
Le conclusioni sono state affidate al presidente dell’EUSA, Haris Pavletic, che ha espresso massima fiducia nei confronti della macchina organizzativa campana al termine delle ultime ispezioni tecniche: “In questi giorni siamo stati impegnati in una serie di incontri e visite: sono certo che grazie all’impegno di tutte le componenti in gioco la riuscita di questa grande manifestazione sarà assicurata”. Per Salerno e la sua università, la sfida europea è ufficialmente aperta.

