giovedì, Giugno 25, 2026
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Truffe agli anziani a Sorrento, arrestato 46enne dopo cinque colpi in Penisola Sorrentina

SORRENTO – Cinque anziani presi di mira in pochi giorni, un solo uomo incaricato di ritirare denaro e gioielli, una rete organizzata che operava attraverso telefonate studiate nei minimi dettagli e un’indagine che ha permesso ai Carabinieri di interrompere la sequenza di truffe prima che potesse provocare altre vittime. Si è conclusa con l’arresto di Luigi Beneduce, 46 anni di Pomigliano d’Arco, già noto alle forze dell’ordine anche per precedenti legati allo stesso tipo di reato, l’attività investigativa condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Sorrento dopo una serie di episodi verificatisi tra Sant’Agnello, Piano di Sorrento e gli altri comuni della Penisola Sorrentina.

Il bilancio delle indagini parla di una truffa consumata e di quattro tentativi falliti nel giro di pochi giorni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Beneduce avrebbe avuto il compito di raggiungere le abitazioni delle vittime per ritirare denaro contante e preziosi, mentre altri complici, rimasti al telefono, convincevano gli anziani a consegnare quanto richiesto facendo leva sulla paura per la sorte dei propri familiari.

L’arresto è scattato nella mattinata del 24 giugno, all’incrocio tra via Bernardino Rota e via Califano, a Sorrento. Il quarantaseienne era in sella a uno scooter Honda SH bianco, lo stesso mezzo individuato durante le indagini. Al momento del controllo, il suo telefono cellulare era ancora acceso con Google Maps aperto sul percorso verso Massa Lubrense. Sul dispositivo erano presenti anche conversazioni WhatsApp con la condivisione della posizione in tempo reale e messaggi ricevuti da un contatto che gli indicava gli spostamenti e i luoghi dove fermarsi in attesa delle istruzioni successive. Per gli investigatori era ormai diretto verso un’altra potenziale vittima.

L’indagine era partita sei giorni prima, il 18 giugno, dopo la denuncia di una truffa consumata ai danni di un’anziana di 88 anni residente a Sant’Agnello. La donna aveva ricevuto una telefonata sul telefono fisso da parte di un uomo che si era presentato come il nipote, raccontandole che alcuni familiari erano stati arrestati e che serviva con urgenza una somma di denaro per risolvere la situazione. Dopo aver spiegato di possedere soltanto 500 euro, l’anziana era stata convinta a consegnare anche i gioielli custoditi in casa.

Pochi minuti più tardi un uomo si era presentato alla porta qualificandosi come maresciallo. La donna gli aveva affidato una bustina verde contenente il denaro e numerosi preziosi di famiglia, tra cui collane, anelli, gemelli in oro e una fede nuziale con l’incisione del cinquantesimo anniversario di matrimonio. Il valore complessivo del bottino è stato stimato tra i dodicimila e i quindicimila euro. Solo successivamente, con l’arrivo della figlia, la vittima aveva scoperto che nessun familiare era stato arrestato e di essere caduta nella trappola dei truffatori.

Nei giorni successivi lo stesso copione è stato riproposto in altre abitazioni della Penisola Sorrentina. A Piano di Sorrento una donna del 1950 è stata contattata da un sedicente nipote, seguito da un falso comandante dei Carabinieri che le comunicava il fermo della figlia e del genero per presunti problemi fiscali. Alla donna venivano richiesti 7.500 euro oppure gioielli da consegnare a un incaricato. L’anziana aveva già preparato i monili quando il marito, rientrando in casa, ha compreso immediatamente che si trattava di una truffa, evitando così la consegna.

Un altro tentativo ha avuto come destinataria una donna di 91 anni. Anche in quel caso il truffatore si è presentato come un nipote, ma l’anziana ha risposto di non averne e ha interrotto la telefonata. Il figlio, informato dell’accaduto, si è recato subito dai Carabinieri raccontando che la famiglia era già stata colpita anni prima con lo stesso sistema e che anche altre persone della zona avevano ricevuto telefonate analoghe.

Una terza anziana è riuscita invece a intuire da sola il raggiro. Durante la conversazione, nella quale le venivano richiesti ancora una volta 7.500 euro per presunti problemi economici della figlia, ha chiesto apertamente al suo interlocutore se si trattasse di una truffa. La telefonata si è conclusa immediatamente. Poco dopo il truffatore ha richiamato, probabilmente per verificare la situazione, ma anche questo secondo tentativo non ha avuto alcun esito.

Tra gli elementi più importanti raccolti nel corso delle indagini figura anche la registrazione effettuata dalla figlia di un’altra potenziale vittima. La donna, comprendendo immediatamente la natura della telefonata, ha deciso di fingere di essere la madre anziana e ha registrato l’intera conversazione. Nell’audio il falso nipote costruisce lentamente il clima di fiducia, si informa sulle condizioni di salute della presunta nonna e introduce poi il racconto di una grave emergenza. Racconta di cartelle esattoriali, tasse non pagate e di un imminente arresto, spiegando che servono 7.500 euro, definiti anche “sette milioni e mezzo di vecchie lire” per rendere la cifra più comprensibile. Quando comprende che la vittima potrebbe non avere contanti sufficienti, indirizza immediatamente la richiesta verso l’oro custodito in casa. La registrazione è stata acquisita dai Carabinieri ed è entrata a far parte del materiale investigativo.

Determinanti per arrivare all’identificazione del quarantaseienne sono state anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nel condominio dell’anziana truffata il 18 giugno. I filmati mostrano l’uomo mentre osserva l’edificio, indica con la mano il quarto piano, entra nello stabile e, pochi minuti dopo, esce con la bustina verde consegnatagli dalla vittima. L’analisi del mezzo utilizzato ha consentito ai militari di risalire a uno scooter Honda SH intestato a una società di noleggio della provincia di Mantova. Le fotografie estrapolate dai video sono state trasmesse alle caserme del Comando Provinciale di Napoli e i Carabinieri della Stazione di Marigliano hanno riconosciuto senza esitazione Luigi Beneduce.

Una volta individuato il sospettato, i militari hanno predisposto un servizio di osservazione che ha consentito di intercettarlo nuovamente mentre faceva ritorno in Penisola Sorrentina per mettere a segno altri colpi. Il controllo è scattato prima che potesse raggiungere un nuovo indirizzo e completare un’altra consegna.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Beneduce è stato arrestato e trasferito in carcere. Per lui non si tratta del primo arresto per episodi di questo genere. Soltanto il 27 aprile scorso era già finito in manette nelle Marche, arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche con l’accusa di concorso in una truffa ai danni di persone anziane.

Le indagini proseguono ora per identificare gli altri componenti dell’organizzazione che gestivano le telefonate e coordinavano a distanza gli spostamenti del corriere, con l’obiettivo di ricostruire l’intera rete criminale e verificare eventuali ulteriori episodi riconducibili allo stesso gruppo.

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