Ridurre la pressione fiscale sugli immobili destinati alle locazioni residenziali per incentivare i proprietari a scegliere i contratti a lungo termine. È la proposta lanciata da Luciano Schifone, presidente di Federproprietà Napoli, che interviene nel dibattito sulle politiche comunali per contenere il fenomeno degli affitti brevi.
Secondo Schifone, l’obiettivo dichiarato dal Comune di riportare sul mercato abitazioni destinate a famiglie, studenti e lavoratori rischia di rimanere irraggiungibile se non sarà accompagnato da misure fiscali in grado di rendere realmente conveniente la locazione stabile.
«Non è possibile chiedere ai piccoli proprietari di rinunciare agli affitti brevi senza offrire una contropartita concreta», afferma il presidente di Federproprietà Napoli. «Chi sceglie un contratto stabile, soprattutto a canone concordato, accetta già di limitare il proprio possibile guadagno e di sottoporsi a regole più stringenti».
Schifone richiama inoltre l’attenzione sul peso dell’Imu applicata agli immobili diversi dall’abitazione principale. A suo giudizio, mantenere un’aliquota elevata anche per gli appartamenti concessi in locazione con contratti di lunga durata rappresenta un elemento che scoraggia molti proprietari dal privilegiare il mercato residenziale.
«Dietro i piccoli proprietari non ci sono necessariamente fondi immobiliari o grandi investitori», sottolinea. «Spesso si tratta di cittadini che possiedono un solo appartamento oltre a quello in cui abitano, magari ereditato o acquistato dopo anni di sacrifici. Per molti di loro il canone di locazione rappresenta un’integrazione al reddito o alla pensione, non un’attività speculativa».
Per questo motivo Federproprietà propone un intervento mirato sulla fiscalità locale. Tra le richieste avanzate al Comune figurano una riduzione dell’aliquota Imu per gli immobili locati con contratti di lunga durata, un trattamento ancora più favorevole per i contratti a canone concordato e incentivi destinati ai proprietari che decidono di rimettere sul mercato abitazioni oggi inutilizzate.
«La responsabilità sociale non può essere pretesa a senso unico», conclude Schifone. «Se davvero si vuole aumentare l’offerta di case destinate alla residenza stabile, servono incentivi concreti, regole equilibrate e una politica fiscale coerente con gli obiettivi che l’amministrazione dichiara di voler raggiungere».
L’intervento riapre il confronto sul delicato equilibrio tra la crescita degli affitti turistici e la necessità di garantire un’offerta abitativa accessibile, tema destinato a restare al centro del dibattito cittadino nei prossimi mesi.

