domenica, Luglio 26, 2026
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Delitto Ascione, blitz dei Carabinieri: due in carcere

NAPOLI – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Fabio Ascione, il ventenne ucciso a Napoli lo scorso 7 aprile. Nella mattinata del 16 giugno i Carabinieri della Compagnia Napoli Poggioreale hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

I destinatari del provvedimento sono due cittadini italiani, rispettivamente di 30 e 24 anni, ritenuti gravemente indiziati del reato di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Nei confronti del più giovane dei due viene inoltre contestata l’aggravante del metodo mafioso, in relazione alla presunta appartenenza al clan De Micco, organizzazione criminale radicata nel quartiere Ponticelli e nell’area orientale del capoluogo campano.

L’attività investigativa è stata avviata immediatamente dopo l’omicidio del giovane e ha consentito agli investigatori di ricostruire una serie di movimenti e contatti che avrebbero portato all’individuazione degli odierni indagati. Un lavoro complesso sviluppato attraverso l’analisi di numerosi sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e grazie alle testimonianze raccolte nel corso delle indagini.

Secondo il quadro indiziario ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero avuto un ruolo nella disponibilità e nel trasporto di una pistola successivamente ceduta a un altro soggetto. Quest’ultimo era già stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 14 aprile scorso nell’ambito della stessa inchiesta.

L’arma, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata utilizzata poco dopo in un conflitto a fuoco avvenuto in strada e alla presenza di diverse persone. Proprio la ricostruzione di quei momenti e dei passaggi dell’arma avrebbe consentito agli inquirenti di raccogliere gli elementi ritenuti sufficienti per richiedere l’emissione della misura cautelare.

Per gli investigatori il contesto nel quale si sarebbero sviluppati i fatti presenta elementi riconducibili alle dinamiche della criminalità organizzata. Da qui la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso nei confronti del ventiquattrenne, ritenuto vicino al clan De Micco, gruppo criminale storicamente attivo nell’area orientale della città.

La misura cautelare rappresenta un ulteriore tassello nel percorso investigativo avviato per fare piena luce sull’omicidio di Fabio Ascione, un delitto che ha suscitato forte attenzione nel quartiere e nell’intera città. Gli inquirenti proseguono gli accertamenti per definire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla legge, il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari e si fonda sulla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza. Gli indagati restano pertanto presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri prosegue con l’obiettivo di chiarire tutti i contorni dell’omicidio e ricostruire con precisione il ruolo dei soggetti coinvolti nella vicenda che ha portato alla morte del giovane Fabio Ascione.

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