CASALNUOVO DI NAPOLI – Per molti cittadini è come fare un salto indietro nel tempo di un quarto di secolo. La chiusura della stazione ferroviaria di Casalnuovo e la sostituzione dei treni con autobus per un mese stanno provocando forti disagi a migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano il collegamento ferroviario per raggiungere Napoli, Caserta e le altre destinazioni dell’area metropolitana.
La notizia ha generato preoccupazione e proteste tra lavoratori, studenti e famiglie, costretti a riorganizzare le proprie giornate facendo i conti con tempi di percorrenza più lunghi, traffico cittadino e inevitabili ritardi.
Per molti utenti del servizio ferroviario si tratta di una situazione che riporta alla mente un passato che sembrava ormai archiviato. Prima dell’ammodernamento della rete e del potenziamento dei collegamenti ferroviari, infatti, gli spostamenti avvenivano prevalentemente su gomma, con tutte le difficoltà legate alla congestione del traffico e all’incertezza degli orari.
«Sembra di essere tornati indietro di 25 anni», commentano numerosi pendolari. «Ogni mattina sarà una corsa contro il tempo. Con i treni avevamo una programmazione precisa, con gli autobus rischiamo ritardi continui e coincidenze saltate».
Le maggiori preoccupazioni riguardano soprattutto gli orari di punta, quando migliaia di persone si spostano contemporaneamente verso Napoli e gli altri centri della provincia. Il timore è che i bus sostitutivi possano non essere sufficienti a garantire lo stesso livello di servizio offerto dal trasporto ferroviario.
La chiusura della stazione sarebbe legata a interventi programmati sull’infrastruttura ferroviaria, lavori ritenuti necessari per migliorare sicurezza ed efficienza della linea. Tuttavia, i pendolari chiedono che vengano adottate misure straordinarie per limitare al massimo i disagi durante il periodo di interruzione.
Sui social network e nei gruppi dedicati ai trasporti si moltiplicano i messaggi di protesta. C’è chi teme di arrivare in ritardo al lavoro, chi dovrà anticipare la sveglia di oltre un’ora e chi si dice preoccupato per l’affollamento dei mezzi sostitutivi.
La speranza dei cittadini è che i lavori possano essere completati nei tempi previsti e che il servizio ferroviario venga ripristinato senza ulteriori proroghe. Nel frattempo, per migliaia di persone, il prossimo mese si annuncia particolarmente complicato.
A Casalnuovo, almeno per trenta giorni, il treno lascia il posto agli autobus e i pendolari si preparano a vivere settimane di sacrifici e incertezze, con la sensazione diffusa di essere tornati indietro nel tempo.


