Ci sono partite che valgono molto più di un risultato. Serate che raccontano identità, sacrificio e appartenenza. L’andata della semifinale playoff di Serie B tra Juve Stabia e Monza è stata una di quelle notti: novanta minuti vissuti tra emozioni fortissime, sogni accarezzati e un finale che ha lasciato amarezza e polemiche.
Al “Romeo Menti” è andata in scena una sfida intensa, quasi una collisione tra due mondi diversi. Da una parte la freschezza e il coraggio della Juve Stabia di mister Abate, squadra giovane e costruita tra mille difficoltà. Dall’altra il Monza, formazione esperta, ricca di giocatori abituati ai palcoscenici della Serie A e alle pressioni delle grandi occasioni.
Nel primo tempo regna l’equilibrio. Il Monza prova a gestire il possesso e a imporre il proprio ritmo, mentre la Juve Stabia aspetta e riparte con aggressività, trascinata dall’entusiasmo del suo pubblico. La tensione è alta, il Menti spinge e la sensazione è che la gara possa accendersi da un momento all’altro.
La svolta arriva nella ripresa e porta la firma del talento più brillante della serata: Cacciamani. L’esterno stabiese domina la fascia con accelerazioni e giocate di qualità, diventando un incubo costante per la difesa brianzola.
Al 57’ è proprio lui a inventare l’azione del vantaggio: discesa sulla corsia e assist perfetto per Mosti, che si inserisce con i tempi giusti e firma l’1-0 facendo esplodere il Menti. La Juve Stabia prende fiducia, il Monza accusa il colpo e i gialloblù continuano a spingere.
Il raddoppio arriva al 68’ e nasce ancora dai piedi di Cacciamani. Nuova accelerazione, uomo saltato con facilità e pallone servito a Okoro, che deve solo depositare in rete il 2-0. A quel punto la squadra di Abate sembra padrona assoluta del match, trascinata da un pubblico straordinario che trasforma lo stadio in una bolgia.
La Juve Stabia gioca con intensità, orgoglio e spirito di sacrificio, confermando ancora una volta il grande lavoro svolto da un gruppo capace di andare oltre difficoltà societarie e incertezze sul futuro del club.
Quando la gara sembra ormai indirizzata, però, il Monza riapre tutto al 77’ con Carboni. Un gol che restituisce fiducia ai brianzoli e cambia improvvisamente l’inerzia emotiva della partita.
Nel finale esplodono anche le polemiche arbitrali. All’88’ il direttore di gara Ayroldi concede una punizione molto contestata sulla fascia sinistra. La panchina stabiese protesta con forza e il direttore sportivo Lovisa viene espulso. Dalla successiva punizione nasce il pareggio firmato da Delli Carri, appena entrato, che gela il Menti e scatena la rabbia del pubblico di casa.
La Juve Stabia recrimina per un finale che lascia l’impressione di un’occasione sfuggita dopo una prestazione di altissimo livello. Restano però la qualità del gioco espresso, la personalità mostrata dalla squadra e il lavoro di mister Abate, bravo anche nei cambi con gli ingressi di Zeroli e Pierobon, utili a dare equilibrio nei momenti più complicati.
Nonostante il 2-2, il pubblico gialloblù applaude la squadra fino all’ultimo secondo. Il Menti canta, soffre e continua a credere in un sogno che appare ancora possibile.
Martedì prossimo il ritorno si giocherà in un clima completamente diverso. Il Monza partirà con il peso della propria esperienza e dei favori del pronostico, ma la Juve Stabia ha dimostrato di poter competere senza paura.
Perché il calcio, spesso, non segue la logica. E questa Juve Stabia continua a essere una delle storie più belle di questa stagione.


