C’è un fuoco che da tredici anni non smette di ardere nel cuore di Napoli. È quello di MacelleGria, l’insegna nata dall’intuizione di Donatella Bova, che ha trasformato una macelleria in un luogo di incontro, gusto e racconto gastronomico del Sud Italia. Un progetto tutto al femminile, nato dopo un soggiorno in Puglia e dall’ispirazione raccolta dallo storico Fornello pronto di Martina Franca e l’arrusti e mangia con le braci allestite in strada, che nel 2013 ha portato a Napoli un format allora rivoluzionario: di giorno bottega della carne, di sera braceria e ristorante dove scegliere il taglio direttamente dal banco e gustarlo cotto alla brace.
Da allora, MacelleGria continua a custodire la stessa filosofia: qualità delle materie prime, convivialità e profondo legame con la cultura gastronomica meridionale. In vetrina trovano spazio solo carni selezionate, prevalentemente provenienti da allevamenti estensivi, prodotti senza conservanti e verdure stagionali. Ma è soprattutto nel menù che il Sud si racconta senza filtri, tra memoria e reinterpretazione.
Spiccano le iconiche bombette pugliesi – anche nella versione campana con friarielli – accanto alla “appanata”, storica cotoletta palermitana cotta alla brace con panatura senza uova, arricchita da pecorino, pepe e aromi. Ci sono gli spiedini impanati alla trapanese, la cipollata catanese con cipollotto e caciocavallo avvolti nella carne di maiale, e un soffritto rivisitato, preparato senza interiora con carne di maiale allevato all’aperto in Umbria. Non mancano le battute di podolica al coltello in chiave mediterranea, la Bistecca Fiorentina di podolica. gli arrosti e le tagliate di entrecote.
Ad accogliere gli ospiti, mortadella alla brace con aceto balsamico e il tradizionale “sacchetto del contadino” con pane caldo, cicoli, formaggio e pepe nero, insieme a sfizi ormai diventati simbolo della casa, dalla frittatina di pasta e patate al crocchè cacio e pepe.
Per celebrare questo importante anniversario arriva anche una cheesecake speciale, simbolicamente modellata nel numero tredici, mentre la carta dei vini continua a rendere omaggio ai territori dell’antico Regno delle Due Sicilie, accompagnata anche da una selezione di birre artigianali. Un compleanno che non celebra soltanto un locale, ma un’idea di ristorazione autentica, popolare e profondamente identitaria.


