mercoledì, Maggio 13, 2026
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Il Corpo e la Tela: Mauro Maurizio Palumbo “sfida” il Caravaggio al Pio Monte della Misericordia

Il 14 e 15 maggio, nel cuore di Napoli, performance art site-specific tra carne, drappi e musica con la voce evocante di Lino Guanciale

Il Corpo si fa Tela, la preghiera diventa movimento, il Barocco incontra il contemporaneo. Il 14 e 15 maggio, alle 19, la Chiesa del Pio Monte della Misericordia di via dei Tribunali farà da palcoscenico a un evento irripetibile: “Terzo atto / Sette opere per un corpo”, nuova performance site-specific dell’artista Mauro Maurizio Palumbo.

Dopo il successo di “Blusansevero”, ispirato al Cristo Velato del Sanmartino e di “TraPassati”, omaggio alle Anime Purganti di Massimo Stanzione, opera che campeggia nella Chiesa del Purgatorio ad Arco, Palumbo ha deciso di concludere il proprio viaggio creativo attraverso i Decumani confrontandosi, stavolta, con Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Una performance che mette in dialogo il corpo dell’artista partenopeo con le pennellate drammatiche delle Sette opere di Misericordia, strutturata su un testo inedito di Giulio Baffi: una sorta di preghiera, sospesa tra disperazione e speranza, registrata per l’occasione, per sola voce dall’attore Lino Guanciale.

L’opera sarà scandita da azioni corporee accompagnate da suggestioni canore del soprano drammatico Ilaria Tucci e dal commento sonoro della tromba del maestro Ciro Riccardi, con l’intento di legare il corpo d’interprete, che adopera per le sue creazioni lunghi teli di stoffe significativamente colorate, e la tela del Caravaggio. 

L’obiettivo è suscitare riflessioni sul valore contemporaneo della misericordia, creando una modalità sinergica con il luogo e il pubblico.

Un evento, che vedrà la bellezza trasformarsi anche in azione concreta. Il ricavato delle due serate sarà, difatti, devoluto all’ANT – Associazione Nazionale Tumori e, per l’occasione, Mauro Maurizio Palumbo, donerà una sua opera alla collezione permanente del Pio Monte della Misericordia, come segno di testimonianza e riflessione sulla compassione verso il prossimo.

“Terzo atto” – sottolinea Palumbo – è la conclusione di un importante percorso della mia ricerca artistica. L’ultimo atto di una trilogia, che nasce lasciandomi ispirare e guidare da tre indiscussi capolavori del patrimonio barocco della città di Napoli conosciuti e riconosciuti in tutto il mondo. Un dialogo unico, tre luoghi, tre sperimentazioni in tre tempi diversi. Tre atti, che mi hanno visto protagonista di una irripetibile ed inedita storia contemporanea, somma di emozioni condivise con gli spettatori. Un segmento preciso questo del Pio Monte – conclude -, che ringrazio per il privilegio accordatomi, e che chiude un tempo ricercato, aprendone un altro desiderato, forse un’evoluzione del viaggio? Ma chissà dove e quando”.

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