martedì, Maggio 12, 2026
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Sabato 9 maggio, il giorno antecedente alla Festa della Mamma, Napoli Animal Save e Salerno Animal Save hanno portato sul Lungomare di Salerno un nuovo spunto di riflessione: le mamme non sono solo quelle di specie umana

“Secondo le stime di Animal Equality, ogni anno in Italia sono più di 2,7 milioni i bovini sfruttati per la produzione di latte; latte in realtà destinato allɜ loro vitellɜ, allɜ loro figliɜ. Sono lì, in questo momento, nelle prigioni legalizzate dell’industria zootecnica. Per noi, invece, come ogni seconda domenica di maggio, domani sarà la Festa della Mamma” racconta Annagrazia, una delle attiviste presenti durante l’azione di sensibilizzazione. 

L’evento è stato co-organizzato dalle due sezioni campane della rete globale Animal Save Movement: Napoli Animal Save e Salerno Animal Save. I gruppi hanno inscenato una performance durante la quale 2 attiviste raffiguravano 2 bufale, con tanto di corna, orecchie, marca auricolare e body insanguinati. Ai loro petti attaccate 2 macchinari da mungitura, i quali convergevano all’interno di 2 taniche con su scritto “LATTE”. Attorno ad esse c’erano altrɜ attivistɜ che reggevano i cartelli. Il tutto sembrava andare nella stessa direzione, con lo scopo di fare eco ad un messaggio semplice, ma forte e chiaro: “Il latte separa mamme e figliɜ; ricordiamoci di loro durante la Festa della Mamma”. 

“Sono diffuse le giustificazioni sul consumo di latte: c’è chi racconta quanto le mucche e le bufale soffrano senza essere munte, quasi fosse un atto di pietà, dimenticando di come sono state forzatamente ingravidate; si narrano storie di mucche e bufale che potrebbero esplodere, le favole più estreme che vedono gli operatori dell’industria zootecnica come misericordiosi alleviatori di sofferenza” spiega Francesco, organizzatore di Napoli Animal Save. “Messe da parte le storielle, i fatti ci esprimono la verità: gravidanze forzate e selezioni genetiche per spingere mucche e bufale a produrre più litri del necessario, foriere di conseguenze come dolorose mastiti, ascessi, collassi fisici. Proprio da questo deriva la necessità di aggiungere in maniera eccessiva e sconsiderata antibiotici alla loro alimentazione: concausa dei picchi di antibiotico resistenza (AMR), un pericolo imminente secondo l’OMS. Vale davvero la pena tanto dolore e tanto rischio per bere del latte vaccino?”

Lɜ attivistɜ, inoltre, impegnatɜ da anni a denunciare gli abusi su animali e territorio da parte dell’industria bufalina, hanno da poco lanciato una petizione online chiamata “Basta Mozzarella!” per invitare le istituzioni locali ad opporsi a questa industria distruttiva. Alessandra, infatti – organizzatrice di Salerno Animal Save – spiega: “È da anni che gli articoli di giornale locali ci raccontano di allevamenti sequestrati uno dopo l’altro. Il motivo? Queste industrie non solo non rispettano le vite degli animali (come potrebbero, d’altronde? Abusandoli, spremendoli fino all’ultima goccia di latte e uccidendoli), ma neppure il territorio in cui viviamo. Scarichi illegali di reflui zootecnici nelle falde acquifere aggravano l’inquinamento e l’eutrofizzazione dei fiumi come il Sele e contaminano il suolo. Con più di 115.000 bufali in Campania nel 2021 – un aumento di oltre il 50% degli allevamenti su larga scala dal 2011 – l’industria richiede vaste distese di terra per lo smaltimento dei rifiuti; ad esempio, solo per la gestione del letame delle bufale presenti sul territorio di Capaccio Paestum sarebbe necessaria un’area equivalente al 38,3% del comune. È necessario, infatti, un ettaro di terra per smaltire i prodotti di scarto di 5 bufale adulte.”

Quando fu fondata la Festa della Mamma, questa giornata si pose lo scopo di onorarle, le madri. Anna Jarvis la creò per onorarne la forza unificatrice in momenti storici di dolore e per commemorare sua madre, Ann Reeves Jarvis, impegnata nel ridurre la mortalità infantile e promuovere l’informazione sanitaria. In queste ore nel mondo abbiamo milioni di madri chiuse in gabbia con i corpi abusati (anche sessualmente) e mutilati del loro istinto, madri sfruttate che piangono disperatamente per giorni lɜ figliɜ strappatɜ via. Il latte che il corpo naturalmente produce per nutrirlɜ, rubato.

“Allora oggi vorremmo dirvi di recuperare lo spirito originale della festa, quello per cui la sua stessa fondatrice lottò mentre diventava suo malgrado una festa svenduta per sconti e biglietti di auguri: scegliamo di onorare le madri” continua l’attivista Pamela. “Onorate il loro sforzo, onorate il loro corpo, onorate la loro gioia, onorate il loro dolore. Le mucche e le bufale non producono merce, ma nutrimenti essenziali per la vita, gli animali non-umani non sono semi da piantare, per raccoglierne altri, eppure siamo testimoni e colpevoli davanti ad ogni specie di un perpetuo abuso nei confronti della biologia e dei corpi delle femmine di altre specie.”

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