Non è solo il campo a tenere banco in casa Juve Stabia. Dopo la gara contro il Catanzaro, a prendersi la scena è una crisi societaria che rischia di avere ripercussioni profonde sul futuro del club.
A rompere il silenzio è stato il presidente esecutivo Filippo Polcino, che in conferenza stampa ha tracciato un quadro duro e per certi versi sorprendente, parlando apertamente di una gestione poco trasparente e di una totale esclusione dai processi decisionali.
Il nodo centrale riguarda il passaggio di proprietà. Polcino ha dichiarato di non essere stato informato del closing, venendone a conoscenza soltanto a operazione conclusa.
Una circostanza che, secondo il dirigente, rappresenta una grave anomalia: “Un presidente di CdA deve essere messo al corrente di operazioni di questo tipo”, ha sottolineato, evidenziando come modalità e tempistiche non siano state adeguate.
L’assetto societario, cambiato nel giro di poche ore, ha di fatto lasciato senza punti di riferimento chi era già all’interno del club, generando confusione e incertezza.
Le parole più forti arrivano quando Polcino prende posizione sulla nuova proprietà, dalla quale si dice completamente distante.
“Continuerò a sostenere la Juve Stabia, ma questa proprietà non mi rappresenta”, ha affermato senza mezzi termini.
Una dichiarazione che segna una rottura evidente e che riflette un malessere più ampio, legato alla mancanza di chiarezza sui progetti futuri e sull’organizzazione del club.
La conseguenza è stata inevitabile: Polcino ha deciso di rimettere il proprio mandato, ufficializzando di fatto un passo indietro che apre nuovi scenari.
Nella nota diffusa dal club, il dirigente ribadisce di non essere stato coinvolto nella cessione delle quote e di non aver potuto valutare le intenzioni della nuova proprietà.
Una scelta maturata, come lui stesso ha spiegato, dopo aver preso atto di una situazione che non gli consente di operare con serenità e responsabilità.
Oltre al caso specifico, Polcino ha allargato il discorso a tutto il sistema calcio, parlando di regole insufficienti e controlli poco efficaci.
Secondo il dirigente, è necessario introdurre garanzie più solide per le nuove proprietà, per evitare continui scossoni societari che finiscono per coinvolgere tifosi e territori.
Un messaggio chiaro, che va oltre la singola vicenda e chiama in causa le istituzioni sportive.
In questo clima, la squadra resta chiamata a concentrarsi sugli impegni sportivi, ma è evidente che la situazione extracalcistica rischia di pesare.
Il legame con la città e con i tifosi resta forte, ma il momento è delicato: serviranno risposte rapide e concrete per ristabilire equilibrio e fiducia.
La sensazione è che la partita più importante, per la Juve Stabia, si stia giocando lontano dal terreno di gioco.


