Il presidente della Società italiana di medicina d’emergenza e urgenza pediatrica accoglie le dichiarazioni del governatore Fico ma rilancia: «Il problema è organizzativo, prima ancora che economico». A giugno un congresso internazionale a Napoli per cercare risposte condivise.
La carenza di personale nei pronto soccorso campani torna al centro del dibattito. A riportarla in primo piano è Vincenzo Tipo, presidente della Simeup e primario del Pronto soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli, che commenta con toni distesi ma determinati le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
«Accogliamo con favore le dichiarazioni del presidente Fico e apprezziamo il lavoro avviato», afferma Tipo, che tuttavia non si ferma al riconoscimento formale. Il presidente Simeup individua con chiarezza i limiti di un approccio che si concentri soltanto sulle assunzioni o sugli incentivi economici, per quanto necessari.
La questione, secondo Tipo, è più profonda: «Nei pronto soccorso, più che in qualsiasi altro setting ospedaliero, si registra una fuga crescente di professionisti, determinata da condizioni di lavoro particolarmente gravose, carichi assistenziali elevati e criticità strutturali». Una situazione che richiede risposte urgenti, certo, ma soprattutto coordinate.
Turni insostenibili, scarsa sicurezza degli operatori, mancata valorizzazione delle competenze, integrazione insufficiente tra territorio e ospedale. Sono questi, per il presidente della Simeup, i pilastri di una crisi che non si risolve con i soli aumenti in busta paga.
«Il problema non è solo economico, ma riguarda l’intero modello organizzativo», sottolinea Tipo. È su questo terreno che, a suo avviso, bisogna intervenire con decisione, costruendo un sistema capace di rendere i pronto soccorso nuovamente attrattivi per i professionisti della medicina d’emergenza.
La Simeup non si limita a denunciare. Tipo annuncia un passaggio concreto: a giugno, a Napoli, nell’ambito di un importante congresso scientifico internazionale organizzato dalla società, è in programma una tavola rotonda che vedrà sedere allo stesso tavolo società scientifiche, rappresentanti politici e tecnici del settore.
L’obiettivo è costruire soluzioni condivise, superando la frammentazione che finora ha reso difficile un cambio di passo reale nel sistema dell’emergenza-urgenza campano e nazionale.
«Siamo pronti a dare il nostro contributo, mettendo a disposizione competenze ed esperienza», conclude Tipo, «affinché il sistema dell’emergenza-urgenza possa tornare attrattivo e garantire risposte efficaci ai cittadini».
Un segnale di apertura istituzionale che, nelle parole del presidente Simeup, deve però tradursi in azioni concrete e in un modello organizzativo rinnovato. La Campania, con il Santobono come punto di riferimento nazionale della pediatria d’urgenza, può diventare laboratorio di buone pratiche. Ma solo se il confronto tra chi governa e chi lavora sul campo diventa strutturale, non episodico.


