Quattrocentomila presenze in un solo weekend, code, metropolitana ferma per ore, pullman senza coordinamento e parcheggiatori abusivi lungo il lungomare. La Pasqua 2026 a Napoli ha lasciato sul campo numeri record — quasi 600mila visitatori a scala regionale secondo le stime di Confesercenti Campania — ma anche ferite che il comparto dei trasporti difficilmente dimentica in fretta.
Il trasporto pubblico ha ceduto nei momenti peggiori
Nel pomeriggio della domenica di Pasqua, nel pieno dell’afflusso turistico, la Linea 1 della metropolitana e le funicolari hanno subito uno stop di circa tre ore. Il sabato mattina, un guasto tecnico aveva già paralizzato la Circumvesuviana. Due episodi che, sommati alla mancanza di coordinamento sui flussi dei bus turistici, hanno trasformato il centro storico in un imbuto difficile da gestire. La sosta selvaggia si è diffusa in zone sensibili come Santa Lucia e il lungomare, e l’abusivismo ha trovato il solito spazio dove il controllo si è allentato.
Amedeo Conte, CEO di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania, non usa giri di parole: «Una città che registra 400mila presenze in un fine settimana non può applicare il calendario festivo ordinario ai propri trasporti pubblici. La sospensione pomeridiana della metropolitana in una giornata di picco assoluto è un segnale: il sistema non ha ancora metabolizzato il cambiamento di scala che Napoli ha attraversato negli ultimi anni».
Un problema di paradigma, non di numeri
La questione, secondo Conte, non riguarda il volume di vetture disponibili o la quantità di turisti. Riguarda un cambio di approccio che coinvolge tutti i livelli del sistema: «Manca ancora un buon coordinamento tra trasporto pubblico, mobilità privata e gestione degli accessi alle aree sensibili. In questa zona ancora grigia, l’abusivismo trova sempre lo spazio per insediarsi». E a pagarne il prezzo sono, in egual misura, i residenti, gli operatori che lavorano nella legalità e l’immagine stessa della città.
Il presidente di Sistema Trasporti Campania riconosce gli sforzi dell’amministrazione comunale, che si trova a gestire una complessità crescente, ma sottolinea come il Comune abbia bisogno di maggiori risorse umane e probabilmente di strumenti più efficaci per il controllo del territorio.
Il 1° maggio è già alle porte
La stagione non lascia tempo per elaborare con calma. Il 25 aprile cade di sabato — nessun ponte aggiuntivo — ma il 1° maggio è venerdì, e un weekend lungo senza bisogno di ferie è già garantito. Le direttrici Napoli-Costiera Amalfitana-Capri si aspettano pressioni analoghe a quelle pasquali. La penisola sorrentina, alle prese ogni anno con le stesse criticità strutturali — strade sature, ferrovia sotto pressione, collegamenti marittimi insufficienti — difficilmente si presenterà trasformata in pochi giorni.
La Consulta regionale dei trasporti è stata convocata per il 28 aprile dall’assessore Mario Casillo, tre giorni prima del primo vero test stagionale post-Pasqua. Un appuntamento atteso da tutto il settore.
«Non chiediamo misure straordinarie», precisa Conte. «Chiediamo di apprendere la lezione che, come collettività, abbiamo avuto a Pasqua: presidi nei punti critici, coordinamento sui flussi dei bus turistici, attenzione alle fasce orarie nelle zone più esposte. Sarebbe utile che dai tavoli del 28 aprile uscissero indicazioni operative già applicabili per il ponte del 1° maggio».
Un’attesa ragionevole. E, a giudicare da quanto accaduto nella settimana santa, non più rinviabile.


