martedì, Febbraio 17, 2026
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Un tesoro “nascosto”: i Cammini d’Italia

Approvato il nuovo Disegno di Legge sui Cammini d’Italia che trasforma il “turismo lento” in un pilastro strategico dell’economia e della cultura nazionale

Quando parliamo dell’Italia e del suo enorme patrimonio culturale, ci si può riferire ad una vasta serie di cose: parliamo di beni immateriali quando ci si riferisce alle tradizioni o alla tipica cucina italiana, e di beni materiali quando si osservano siti archeologici, opere d’arte, architetture, e paesaggi. E sono proprio questi ultimi il punto focale del nuovo Disegno di Legge sui Cammini d’Italia: un riconoscimento ufficiale a quel patrimonio fatto di polvere, silenzio e borghi nascosti.

Il voto quasi unanime del Senato, tra maggioranze ed opposizione, chiude una stagione di interventi frammentati e apre una fase diversa: quella della regolazione. I cammini, che siano di ispirazione religiosa e naturalistica, fluviali, lagunari, o costieri, entrano in un perimetro normativo nazionale, con strumenti di governance e risorse dedicate.

“I cammini ottengono finalmente il riconoscimento che meritano, diventando un pilastro strategico per il turismo nazionale, con uno stanziamento di 5 milioni di euro per il periodo 2026-2028 e un milione annuo dal 2029, che si aggiungono agli oltre 30 già investiti dal Ministero per questo asset.” Commenta il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, che poi continua: “Si tratta anche di un’opportunità per riscoprire territori meno noti, veri custodi di tradizioni autentiche e motori di destagionalizzazione, rafforzando la strategia del governo per rendere il turismo sempre più efficiente, virtuoso e inclusivo”. Perché non stiamo solo parlando di sport, né solo di vacanza: è ricerca di autenticità che le rotte del turismo di massa hanno smarrito.

In Italia sono attivi oltre cento cammini, tra grandi direttrici di migliaia di chilometri e percorsi ad anello di pochi giorni. Una parte consistente risulta censita negli elenchi istituzionali nazionali, tra Atlante dei Cammini e Catalogo dei cammini religiosi del Ministero del Turismo. Il resto è composto da iniziative locali nate negli ultimi anni, con modelli organizzativi e standard differenti.

Dal Sentiero Italia CAI, promosso e mantenuto dal Club Alpino Italiano, che con i suoi oltre 7.000 chilometri è il sentiero perfetto per gli appassionati di escursionismo, ai percorsi accessibili anche ai camminatori meno esperti, come il Cammino dei Briganti tra Abbruzzo e Lazio, o il Cammino dei Tre Tratturi, che riprende le vie della transumanza, oggi patrimonio culturale immateriale riconosciuto dall’Unesco, camminare significa riappropriarsi del tempo. Ma non solo, infatti Il nuovo testo normativo richiama esplicitamente anche i cammini fluviali, marini, lagunari e lacustri. È un passaggio rilevante, poiché finora questi itinerari sono rimasti ai margini del dibattito pubblico, pur rappresentando un segmento in crescita. I cammini lacustri, come quelli intorno al lago d’Iseo o al Lago di Garda, ad esempio, diventano corridoi di mobilità dolce, con un potenziale elevato in termini di cicloturismo.

L’approvazione del disegno di legge introduce strumenti specifici. È prevista l’istituzione di una banca dati nazionale dei cammini e di un tavolo permanente presso il Ministero del Turismo. L’obiettivo è raccogliere informazioni su tracciati, lunghezze, servizi, stato della segnaletica, accessibilità. Uno strumento di trasparenza per i camminatori e di coordinamento per le istituzioni. Gli obiettivi includono sicurezza, accoglienza, turismo lento, diffusione, tradizioni locali, siti storici, minoranze linguistiche, approfondimenti tematici, dialogo interculturale e tutela ambientale.

I cammini sono musei a cielo aperto, dove ogni tappa è una lezione di storia, enogastronomia e resilienza umana. I borghi che costellano i nostri sentieri, spesso custodi di tradizioni e lingue minoritarie, diventano così i protagonisti di un nuovo modello di sviluppo economico, ecologico e, soprattutto, umano.

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