Chernobyl, quarant’anni dopo: alla Federico II un convegno tra memoria e rischi del presente
NAPOLI — A quarant’anni dal disastro di Chernobyl, uno degli eventi più drammatici della storia contemporanea, l’Università degli Studi di Napoli Federico II promuove un momento di riflessione e confronto sui temi del nucleare, della memoria e delle sfide globali attuali.
Presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali, in Vico Monte della Pietà 1, si terrà il convegno dal titolo “Chernobyl 1986–2026 – L’eredità della catastrofe e i rischi del presente”, organizzato in occasione dell’anniversario della tragedia che segnò profondamente l’Europa e il mondo intero.
L’iniziativa si propone di analizzare le conseguenze storiche, sociali e culturali del disastro nucleare, mettendo in dialogo il sapere accademico con le testimonianze dirette di chi visse quegli eventi. Un confronto che guarda al passato per comprendere meglio le criticità del presente, in un contesto globale segnato dalla crisi energetica e dal rinnovato dibattito sull’uso dell’energia nucleare.
Il convegno è patrocinato dal Dipartimento di Scienze Sociali, dal Consolato Generale d’Ucraina a Napoli, dall’Associazione “Dateci le Ali” e dal Museo Antropologico Multimediale.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Dora Gambardella, direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali, Maksym Kovalenko, Console Generale d’Ucraina a Napoli, ed Enzo V. Alliegro, professore di Antropologia culturale.
Il programma prevede gli interventi di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari, a testimonianza della complessità del tema. Elisabetta Bini, docente di Storia contemporanea, proporrà una lettura del disastro come cesura storica in una prospettiva transnazionale. Ida Galli, professoressa di Psicologia sociale, approfondirà il tema della rappresentazione sociale di Chernobyl nei bambini, mentre Tamara Mykhaylyak, ricercatrice di Antropologia della comunicazione, offrirà uno sguardo sul contesto culturale precedente alla tragedia.
Particolarmente significativo sarà il contributo dei testimoni diretti. Sergii Vashchuk e Volodymyr Chartorynskyi, entrambi liquidatori di Chernobyl, racconteranno in prima persona l’esperienza delle operazioni di contenimento e la realtà della zona di alienazione, fornendo una prospettiva concreta e umana su uno degli episodi più complessi del Novecento.
Attraverso questo dialogo tra accademia e memoria vissuta, il convegno intende non solo ricordare, ma anche stimolare una riflessione critica sui rischi contemporanei legati alle tecnologie nucleari e alla sicurezza delle infrastrutture, temi tornati al centro del dibattito internazionale.
L’incontro rappresenta inoltre un’importante occasione formativa per gli studenti, che avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con esperti e testimoni, acquisendo strumenti utili per interpretare le dinamiche storiche e comprendere le sfide del presente.
A quarant’anni dalla catastrofe, Chernobyl continua a interrogare le coscienze e a porre domande cruciali sul rapporto tra progresso, responsabilità e futuro.


