Irma Testa replica a Gravina: “Noi veri professionisti, ci alleniamo e vinciamo per l’Italia”
Un duro sfogo sui social ha acceso il dibattito sul valore degli sport olimpici rispetto al calcio. A parlare è stata Irma Testa, prima atleta azzurra a conquistare una medaglia olimpica nel pugilato, bronzo a Tokyo 2020.
La 28enne pugile campana ha reagito alle dichiarazioni del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, che commentando l’assenza dell’Italia ai Mondiali di calcio ha definito il calcio uno “sport professionistico”, relegando invece le discipline olimpiche a un livello dilettantistico.
“Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate – ha scritto Testa –. Quando perdo, quelle poche volte che succede, sento il peso di un’intera Nazione sulle spalle, mentre il calcio assorbe tutte le attenzioni del pubblico. Noi combattiamo e vinciamo per la maglia e per il nostro Paese”.
Il messaggio di Testa, che in passato ha già conquistato titoli europei e mondiali, sottolinea il contrasto tra la visibilità mediatica del calcio e l’impegno quotidiano di chi pratica sport olimpici o meno popolari, spesso senza compensi equiparabili e con grandi sacrifici personali.
Il post della campionessa campana ha suscitato immediatamente reazioni di sostegno da parte di colleghi sportivi, tifosi e appassionati, riportando al centro del dibattito il tema della valorizzazione di tutti gli sport e del riconoscimento del lavoro degli atleti che rappresentano l’Italia sui palcoscenici internazionali.
Testa ha concluso il suo sfogo ricordando che la vera professionalità non si misura solo in termini economici, ma in dedizione, disciplina e capacità di affrontare la pressione: “Ci alleniamo, gareggiamo e vinciamo per la maglia e per il nostro Paese. Questo è il vero sport professionistico”.


