martedì, Marzo 31, 2026
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Sicurezza sotto accusa: “Errori gravi nella scorta a Delmastro”

Scorta a Delmastro, Di Giacomo: “Troppe falle, intervenga il ministro Piantedosi”

Roma – “Troppe falle nel sistema di sicurezza, serve un intervento immediato del Ministero dell’Interno”. È quanto denuncia Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria, in merito alla vicenda che ha coinvolto l’ex sottosegretario Andrea Delmastro.

In una nota indirizzata al ministro Matteo Piantedosi, Di Giacomo punta l’attenzione su presunte criticità nella gestione della scorta assegnata a Delmastro, evitando di entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria ma sollevando interrogativi sulla sicurezza.

Secondo il sindacalista, le principali preoccupazioni riguardano la possibile esposizione a rischi di informazioni sensibili. “In occasione di incontri e cene in locali pubblici – afferma – potrebbero essersi verificate situazioni vulnerabili, anche sotto il profilo delle intercettazioni ambientali, senza adeguati controlli preventivi”.

Di Giacomo sottolinea inoltre come la scorta assegnata fosse di “livello 2”, quindi con un dispositivo di sicurezza elevato, composto da più agenti e mezzi blindati. “Proprio per questo – evidenzia – è necessario chiarire se tutte le procedure siano state rispettate, a partire dai controlli sugli ambienti frequentati e sulle persone presenti”.

Tra gli episodi citati, anche quanto accaduto durante una festa di Capodanno tra il 2023 e il 2024 a Rosazza, quando un colpo d’arma da fuoco partì accidentalmente ferendo una persona. “In circostanze simili – osserva – la presenza di armi dovrebbe essere rigorosamente vietata e prevenuta”.

Altro punto critico riguarda la frequentazione di un noto locale, dove – secondo quanto riportato – si sarebbero svolti incontri con esponenti dell’amministrazione penitenziaria. “È fondamentale – aggiunge – verificare se siano stati effettuati controlli adeguati, anche alla luce di possibili legami del locale con ambienti criminali”.

Da qui la richiesta al Viminale di rafforzare i protocolli: “È indispensabile garantire una selezione trasparente e altamente qualificata del personale addetto alle scorte e assicurare la massima tutela degli scortati, anche per la salvaguardia di informazioni sensibili legate alla sicurezza degli istituti penitenziari”.

La vicenda resta ora al centro dell’attenzione, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta e di eventuali chiarimenti istituzionali.

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