Operazione dei Carabinieri contro i reati ambientali nel quartiere Scampia, dove un controllo mirato ha portato al sequestro di un’azienda specializzata nel recupero di rifiuti ferrosi e alla denuncia di tre persone.
L’intervento è stato eseguito dai militari del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, con il supporto dei carabinieri della Compagnia Stella, nell’ambito di una serie di verifiche finalizzate al contrasto delle violazioni in materia ambientale.
Durante l’ispezione all’interno dell’attività, situata in via Roma, i militari hanno sorpreso due uomini, residenti nel vicino campo nomadi, mentre scaricavano abusivamente rifiuti all’interno di un capannone dell’azienda. Gli accertamenti hanno consentito di scoprire che nell’area erano già stoccate ingenti quantità di materiali, tra cui batterie per auto esauste, rifiuti speciali non correttamente bonificati e altri scarti classificati come pericolosi.
Le verifiche hanno inoltre evidenziato una situazione particolarmente critica dal punto di vista ambientale. Secondo quanto accertato dai militari, il quantitativo complessivo dei rifiuti presenti superava di oltre il doppio il limite massimo di stoccaggio annuo consentito dalle autorizzazioni previste dalla normativa.
Di fronte alle irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro l’intera area, estesa per circa 1.300 metri quadrati, impedendo la prosecuzione delle attività fino agli ulteriori accertamenti dell’autorità competente.
Sotto sequestro è finito anche il Fiat Ducato utilizzato per il trasporto e lo scarico dei rifiuti.
Al termine delle operazioni sono stati denunciati i due uomini sorpresi durante lo scarico abusivo e il 60enne napoletano, amministratore unico della società, ritenuto responsabile delle violazioni emerse nel corso dei controlli.
L’attività rientra nel piano di contrasto ai reati ambientali portato avanti dall’Arma dei Carabinieri per verificare il rispetto della normativa sul ciclo dei rifiuti e prevenire situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica e per l’ambiente.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare la provenienza dei rifiuti rinvenuti all’interno del capannone.
Si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

