NAPOLI – Dopo quasi cinque mesi di assenza forzata, il Napoli si prepara a riabbracciare Kevin De Bruyne, il centrocampista belga la cui esperienza e classe sono state indiscutibilmente mancanti in questa prima parte di stagione. Il giocatore, out dal mese di ottobre a causa di un infortunio, è atteso a Napoli già domenica, e da lunedì inizierà un programma personalizzato di riatletizzazione che lo porterà a reintegrarsi gradualmente nel gruppo entro circa dieci giorni. Il suo rientro tra i convocati potrebbe avvenire verso metà marzo, un momento cruciale della stagione per la squadra di Spalletti.

La mancanza di De Bruyne si è fatta sentire in modo evidente. Il Napoli, partito con una rosa di altissimo livello e una formazione tipo definita, ha dovuto adattarsi a continui cambiamenti, rinunciando alla presenza di un centrocampista capace di dettare i tempi di gioco, collegare perfettamente difesa e attacco e offrire quella leadership tattica e mentale che solo un campione di caratura internazionale può garantire. La squadra, nonostante le buone prestazioni, ha spesso mostrato cali di efficacia nel centrocampo, con qualche difficoltà nella gestione del ritmo della partita e nella costruzione delle azioni offensive.
L’arrivo di De Bruyne rappresenta molto più di un semplice recupero fisico: è il ritorno di un playmaker in grado di cambiare il corso delle partite con passaggi illuminanti, inserimenti intelligenti e conclusioni precise dalla distanza. Il belga è noto per la sua capacità di leggere la partita come pochi altri, anticipando le mosse degli avversari e creando spazi per i compagni, qualità che in assenza sua sono mancate al Napoli soprattutto nei match decisivi della Champions League e nelle sfide contro le dirette concorrenti per lo scudetto.
Se la squadra avesse avuto a disposizione la sua formazione tipo fin dall’inizio della stagione, molti osservatori ritengono che il Napoli sarebbe stato ancora in corsa in tutte le competizioni, dalla Champions League alla Coppa Italia, e probabilmente in testa alla classifica di Serie A. L’esperienza internazionale di De Bruyne, il suo senso tattico e la capacità di incidere nei momenti chiave, avrebbero dato maggiore continuità ai risultati e maggiore solidità alla squadra, riducendo l’impatto degli infortuni e delle assenze di altri elementi chiave.
Il programma di riatletizzazione, studiato con attenzione dallo staff medico e dai preparatori atletici, permetterà a De Bruyne di ritrovare gradualmente forma e condizione, limitando i rischi di ricaduta e assicurando una preparazione ottimale per tornare a incidere sia in campionato sia nelle partite europee. L’allenamento progressivo sarà fondamentale per reintegrare il belga nel gioco di squadra, consentendogli di riprendere confidenza con i compagni e con i meccanismi tattici senza fretta, ma in maniera efficace e sicura.
Il suo ritorno è destinato a cambiare il volto del Napoli: la squadra ritroverà un centrocampo equilibrato, in grado di gestire possesso, pressing e transizioni con maggiore qualità. L’abilità di De Bruyne nel costruire azioni e nell’assistere gli attaccanti darà nuovo slancio a Hojlund e compagni, mentre la sua esperienza internazionale sarà fondamentale nelle sfide di Champions League, dove la gestione dei momenti critici è determinante.
Con il rientro del belga, il Napoli si prepara dunque a tornare a giocare al massimo delle proprie potenzialità. La città e i tifosi possono finalmente sperare di vedere la squadra al completo, pronta a lottare per lo scudetto e a recitare un ruolo da protagonista in Europa. Kevin De Bruyne non è soltanto un giocatore tecnico di altissimo livello: è l’ago della bilancia di un Napoli che punta a chiudere la stagione con ambizioni da grande protagonista.


