Romualdo Pettorino (CNA Orafi): “Prioritario il confronto e le sinergie per garantire al Sistema Paese e ai nostri giovani un futuro reale e condiviso”
Il valore del fatto a mano come motore di sviluppo locale e leva strategica per il futuro del Made in Italy è stato al centro del convegno “L’handmade in Italy per lo sviluppo locale – Prin DeinSite”, svoltosi lo scorso 20 febbraio presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale insieme al Dipartimento di Design, Comunicazione e Moda, si inserisce nell’ambito delle attività del Progetto Prin DeinSite e ha rappresentato un momento di confronto tra mondo accademico, imprese e rappresentanze datoriali. Obiettivo: presentare metodologie e risultati attraverso l’esposizione degli artefatti realizzati nei workshop “Tarsia lignea” e “Cammeo e Corallo”, nonché illustrare le potenzialità della piattaforma DeinSite.
Al centro del dibattito, la collaborazione tra design, artigianato e nuove tecnologie sotto l’egida della grande tradizione artigiana di CNA. Un modello sinergico che, grazie al dialogo tra università e sistema produttivo, punta a fornire alle nuove generazioni strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato globale.
La piattaforma DeinSite, presentata dall’Ateneo, si configura come un sistema espandibile di visualizzazione e fruizione del database delle eccellenze territoriali: una vera e propria rete virtuale di relazioni capace di promuovere eventi e attività tra università, imprese, associazioni di categoria e istituzioni. Un ecosistema collaborativo che rafforza il legame tra formazione, innovazione e tradizione.
Tra i protagonisti dell’incontro, l’architetto e designer Claudio Gambardella, ideatore del progetto, insieme alla docente Francesca Castanò e ai membri del gruppo di ricerca Prin DeinSite: Francesca Tosi, Maria Dolores Morelli, Daniela Piscitelli, Francesca La Rocca, Alessia Brischetto, Ferdinando Trapani, Simona Ottieri, Chiara Scarpitti, Ester Iacono, Alessandra Miano, Cinzia D’Emidio, con Carmela Barbato e Linda Gambero. Presente anche Gennaro Mincione, amministratore del Centro Orafo Oromare di Marcianise.
“L’Università Vanvitelli – ha sottolineato la prof.ssa Maria Dolores Morelli – ha una mission molto chiara: permettere ai nostri giovani di realizzare i propri sogni attraverso due aspetti fondamentali, la cultura d’impresa e il know how della nostra grande tradizione artigianale e di creatività di stirpe”.
Un percorso che si è tradotto in sinergie concrete con i maestri artigiani di CNA e con il presidente di CNA Orafi Campania, Romualdo Pettorino.
“La collaborazione tra CNA e l’Università Luigi Vanvitelli – ha dichiarato Pettorino – sta producendo ottimi frutti. Da questa sinergia stiamo proponendo ai giovani un futuro fatto di promozione del Made in Italy d’eccellenza, cioè il cosiddetto fatto a mano. Dalla rete creata tra le PMI dei settori moda e artigianato insieme ai grandi maestri artigiani, l’Università e le istituzioni territoriali nasce la vera promozione del brand Italia e la certezza di un cambio generazionale oggi messo in discussione dalla crisi geopolitica globale”.
Un messaggio chiaro, che richiama alla responsabilità condivisa di istituzioni, imprese e mondo accademico: “Resta prioritario il confronto e le sinergie – ha concluso Pettorino – per garantire al Sistema Paese e ai nostri giovani un futuro reale e condiviso”.
Nel solco della grande tradizione manifatturiera italiana, il fatto a mano si conferma così non solo patrimonio culturale, ma leva strategica di sviluppo, innovazione e coesione sociale.


