domenica, Aprile 5, 2026
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Parco Archeologico di Pompei: completata la mappatura dei rischi e del degrado

Pompei, completato il monitoraggio totale del sito: nasce un nuovo modello di tutela

POMPEI – Una mappatura senza precedenti per conoscere, proteggere e conservare uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Il Parco Archeologico di Pompei ha completato il monitoraggio puntuale dell’intera città antica, segnando una svolta storica nella gestione e tutela del patrimonio.

Dopo mesi di lavoro sul campo, squadre multidisciplinari composte da architetti, ingegneri, restauratori e archeologi hanno realizzato una schedatura completa del sito, producendo oltre 70.000 schede per classificare lo stato di conservazione e i rischi delle strutture.

Il monitoraggio ha riguardato oltre 13.000 ambienti, distribuiti in circa 1.200 edifici tra abitazioni e botteghe risalenti a duemila anni fa. Un’operazione resa possibile grazie a una innovativa web app sviluppata dal Parco, che consente un controllo continuo e aggiornato dello stato di conservazione.

Grazie a questo sistema digitale, oggi ogni elemento – muri, affreschi, mosaici e coperture – è stato analizzato e classificato in base a tipologia di degrado, estensione e gravità.

In passato, la mancanza di dati aggiornati aveva contribuito a gravi perdite, fino a episodi simbolici come il crollo della Schola Armaturarum nel 2010, che portò all’avvio del Grande Progetto Pompei finanziato dallo Stato e dall’Unione Europea.

Oggi, invece, il nuovo sistema consente di intervenire tempestivamente, individuando criticità come distacchi di intonaco o degrado strutturale prima che diventino emergenze.

Il progetto, sviluppato con il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno e la società Visivalab, ha creato una piattaforma digitale avanzata che integra anche sistemi di analisi dati e intelligenza artificiale.

Le segnalazioni vengono automaticamente inserite in una mappa digitale del sito e organizzate secondo priorità di intervento, permettendo una programmazione triennale degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

L’obiettivo è superare definitivamente la logica dell’emergenza, adottando un approccio basato su una manutenzione preventiva e sistematica. Questo consente non solo di preservare il patrimonio, ma anche di pianificare in modo sostenibile tempi e costi degli interventi.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito Pompei “un grande laboratorio per l’idea di tutela”, sottolineando come la conoscenza dettagliata del sito rappresenti la base per ogni intervento efficace.

Sulla stessa linea anche il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, che ha evidenziato l’importanza della tecnologia e della consapevolezza della fragilità del patrimonio.

Il sistema sviluppato a Pompei rappresenta oggi un modello replicabile anche in altri siti archeologici, unendo tutela, innovazione tecnologica e sostenibilità.

Un passo decisivo che rafforza il ruolo di Pompei come punto di riferimento internazionale non solo per la ricerca archeologica, ma anche per le strategie di conservazione del patrimonio culturale.

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