Perché il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, è il World Pizza Day? E per quale motivo oggi è universalmente riconosciuto un giorno per celebrare la pizza italiana? Quello tra Sant’Antonio Abate e i pizzaioli napoletani è un legame indissolubile, come da tradizione, da oltre un secolo. Infatti durante questo giorno, i pizzaioli napoletani erano soliti chiudere le loro pizzerie, per dedicarsi a gite fuori porta con le famiglie, e accendere un falò in nome del Santo protettore del fuoco e dei fornai. Nel tempo la pizza è diventata sempre più importante, già simbolo universale di convivialità, condivisione e identità italiana.
Quest’anno, in occasione del World Pizza Day, ci si dà appuntamento a Roma, il giorno 16 gennaio, presso la Sala Convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) in Piazzale Aldo Moro 7, per la presentazione del nuovo progetto OSPEN (Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana del mondo), che offre una visione “scientifica” nell’utilizzo delle materie prime e nella preparazione della pizza stessa, e nell’approccio socio economico che la pizza, patrimonio UNESCO, apporta nel settore.
L’OSPEN, un organismo scientifico nato dalla collaborazione tra l’Università Parthenope, il CNR, l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) e la Fipe-Confocommercio, mira a porsi varie domande, tra le quali quale sia il prezzo reale di una pizza Margherita, e quale invece il ruolo della donna nel business. Una delle innovazioni più interessanti introdotte dall’Osservatorio è infatti l’Indice Margherita, con il quale viene monitorato il prezzo della pizza Margherita, per osservare il potere d’acquisto e il costo della vita nelle diverse capitali del mondo; oppure un’indagine circa la presenza femminile, spesso predominante in sala ma ancora rara al forno.
La presentazione sarà arricchita da un live show-cooking dei Maestri Pizzaioli dell’AVPN, che trasformeranno la teoria in pratica, dimostrando l’arte patrimonio UNESCO. Ricercatori del Cnr interverranno, invece, per svelare la scienza dietro al successo: dalla scelta delle farine ai segreti della lievitazione.
In definitiva, la pizza napoletana non è più solo una questione di farina e sapienti gestualità, ma un ecosistema complesso che i dati dell’Osservatorio ci aiutano finalmente a decifrare. La sfida per il futuro è chiara: continuare ad innovare senza mai perdere di vista ciò che la pizza rappresenta e che racconta, da secoli, cioè la storia un intero popolo.


