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Nola, voto di scambio alle comunali 2022: 10 persone a giudizio

NOLA – Dieci persone sono state citate direttamente a giudizio nell’ambito di un’inchiesta sul presunto voto di scambio durante le elezioni amministrative del 2022 nella città di Nola.

Il provvedimento è stato notificato dai Carabinieri della Compagnia locale su richiesta della Procura della Repubblica di Nola, al termine di un’indagine avviata a seguito di una denuncia presentata da due cittadini.

Secondo quanto emerso, agli imputati viene contestato di aver offerto denaro per procacciare voti a favore di candidati poi risultati eletti, oltre che di aver ricevuto somme in cambio della propria preferenza elettorale.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari dell’Arma, hanno raccolto diverse testimonianze ritenute rilevanti. Alcuni cittadini avrebbero infatti dichiarato di aver ricevuto denaro o promesse di favori – poi non mantenute – in cambio del proprio voto, decidendo successivamente di denunciare i fatti.

Dalle attività investigative sarebbe emerso un vero e proprio sistema organizzato: il compenso per ogni voto si sarebbe aggirato tra i 60 e i 150 euro.

Per i cosiddetti “procacciatori di voti”, invece, era previsto un pagamento di circa 2.000 euro ogni 100 persone reclutate, con ulteriori bonus fino a 1.000 euro in caso di esito positivo delle consultazioni. Tra le promesse anche posti di lavoro o interventi per evitare sfratti.

Gli elementi raccolti – tra cui le dichiarazioni testimoniali – hanno consentito, secondo l’accusa, di formulare una ragionevole previsione di condanna per il reato previsto dall’articolo 96 del D.P.R. 361/1957.

Il procedimento è attualmente nella fase del giudizio di primo grado. Come previsto dalla legge, gli imputati restano da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.

L’inchiesta riaccende i riflettori sul fenomeno del voto di scambio, pratica che mina la trasparenza e la regolarità delle consultazioni elettorali, soprattutto nei contesti locali.

Le autorità continuano a monitorare il territorio per contrastare ogni forma di illegalità legata al processo democratico.

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