NAPOLI – La paura è durata poco più di una notte, ma è stata intensa. L’infortunio di Giovanni Di Lorenzo, costretto ad abbandonare il campo alla mezz’ora del primo tempo nel match di ieri contro la Fiorentina, aveva gelato il Maradona e tutto l’ambiente azzurro. Le immagini del capitano che lasciava il terreno di gioco con il volto teso e il ginocchio dolorante avevano immediatamente fatto temere il peggio: una possibile rottura del ginocchio, con conseguenze pesantissime non solo per il Napoli, ma anche in ottica Nazionale.
Gli esami strumentali effettuati questa mattina presso il Pineta Grande Hospital, però, hanno restituito un quadro decisamente più rassicurante. Di Lorenzo ha riportato un trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro, una diagnosi che, pur imponendo cautela e uno stop forzato, esclude la necessità di un intervento chirurgico. Una notizia accolta con grande sollievo dallo staff tecnico e dai tifosi partenopei, consapevoli dell’importanza del loro capitano nello scacchiere azzurro.
Il difensore non dovrebbe finire sotto i ferri e già nelle prossime ore è atteso a Roma, dove si sottoporrà a una visita specialistica presso la clinica Villa Stuart. L’incontro servirà a definire nel dettaglio l’iter riabilitativo e a chiarire i tempi di recupero, che al momento vengono stimati tra le quattro e le otto settimane. Un arco temporale ampio, che dipenderà dalla risposta del ginocchio alle terapie e dalla volontà di non correre rischi inutili.
Antonio Conte – così come l’intero ambiente Napoli – incrocia le dita. Di Lorenzo è molto più di un semplice terzino: è un punto di riferimento tecnico, tattico e caratteriale. La sua assenza peserà, soprattutto in un momento cruciale della stagione, ma il fatto di aver evitato una lesione grave permette allo staff di lavorare con maggiore serenità e di programmare un rientro graduale e sicuro.
Nel frattempo, il Napoli dovrà fare affidamento sulle alternative a disposizione, ridisegnando la fascia destra e chiedendo uno sforzo supplementare al gruppo. La priorità, però, resta una sola: recuperare pienamente il capitano, senza forzature. Perché la stagione è ancora lunga e Giovanni Di Lorenzo, prima o poi, tornerà a guidare gli azzurri con la fascia al braccio.


