mercoledì, Marzo 18, 2026
spot_img
HomeNewsNapoli, rider in piazza: “Paghe troppo basse e zero diritti”

Napoli, rider in piazza: “Paghe troppo basse e zero diritti”

Napoli, protesta della Cgil in piazza Garibaldi: “I rider non possono lavorare per pochi euro a consegna”

Una mobilitazione per chiedere più tutele e condizioni di lavoro dignitose per migliaia di fattorini. A Napoli, in piazza Garibaldi, la Cgil ha organizzato un sit-in davanti al McDonald’s per accendere i riflettori sulla situazione dei rider in Campania.

Secondo il sindacato, nella regione sono circa 4mila i lavoratori del settore, pari a circa il 10% del totale nazionale. Di questi, oltre 2.500 operano nel capoluogo partenopeo. Si tratta per lo più di giovani sotto i 35 anni, spesso inquadrati come lavoratori autonomi con partita Iva.

Al centro della protesta ci sono le condizioni economiche e contrattuali. “Non è accettabile guadagnare tre o quattro euro a consegna, lavorando sotto la pioggia o con temperature elevate”, ha dichiarato il segretario Nicola Ricci, sottolineando come questi lavoratori siano spesso privi di diritti fondamentali come ferie e permessi. Il sindacato denuncia anche il ruolo degli algoritmi nella gestione del lavoro, considerati strumenti di controllo che incidono pesantemente sulla vita dei rider.

Durante la manifestazione è stato esposto uno striscione con la scritta “Fair pay, not control”, rivolto alle principali piattaforme di consegna a domicilio, in occasione di una giornata di mobilitazione nazionale.

Anche Roberta Turi, rappresentante della Nidil, ha evidenziato le criticità del settore, facendo riferimento alle indagini della Procura di Milano. “Se viene stabilito che certi contratti non sono regolari, significa che è necessario intervenire subito”, ha affermato. Secondo i dati emersi, molti rider lavorano anche dieci ore al giorno per guadagni medi intorno ai 1.200 euro mensili, senza possibilità di accedere a forme di credito come mutui o finanziamenti.

Alla protesta hanno partecipato alcuni rider, mentre si è registrata l’assenza di altri, in particolare di chi lavora per le grandi piattaforme internazionali. Tra questi c’è il timore che un irrigidimento delle regole possa portare le aziende a lasciare il mercato italiano, con conseguente perdita del lavoro.

La richiesta della Cgil resta chiara: riconoscere i rider come lavoratori dipendenti, garantendo loro un contratto stabile e diritti pieni, come previsto dai contratti nazionali. L’obiettivo è superare forme contrattuali considerate penalizzanti e assicurare maggiore dignità a chi ogni giorno consegna cibo e servizi in città.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI