venerdì, Febbraio 20, 2026
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Napoli, addio al piccolo trapiantato: al Monaldi via all’alleviamento delle sofferenze

Napoli – Non c’è più nulla da fare per il piccolo ricoverato all’Ospedale Monaldi, trapiantato con un cuore danneggiato. Dopo settimane di cure intensive e tentativi disperati di salvargli la vita, la famiglia ha deciso, insieme ai medici, di avviare un percorso volto all’alleviamento delle sofferenze, che non va confuso con l’eutanasia ma rappresenta il fermo dell’accanimento terapeutico.

La notizia è stata confermata ieri dal legale della madre, Francesco Petruzzi, durante un incontro con i medici dell’ospedale partenopeo e in diretta televisiva alla trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4. “Abbiamo preso questa decisione – ha spiegato Petruzzi – dopo aver consultato il medico legale che ha visionato la documentazione clinica e ha ritenuto che la cosa più umana da fare sia avviare ora questa procedura”.

Il percorso scelto non prevede la somministrazione di farmaci finalizzati all’accelerazione della morte, ma si concentra sul sollievo del dolore e sulla cura del piccolo in maniera dignitosa e compassionevole. In questo contesto, la mamma del bambino, Patrizia, ha espresso con parole cariche di dolore e rassegnazione il proprio consenso: “Ora lasciatelo andare”, ha detto ieri, segnando simbolicamente il passaggio dall’assistenza curativa a quella palliativa.

Secondo quanto dichiarato da Petruzzi, il medico legale ha anche chiarito che non è necessario richiedere ulteriori pareri da strutture ospedaliere all’estero, ritenendo sufficiente la documentazione clinica esistente per giustificare la decisione presa in accordo con i medici.

Il caso aveva suscitato grande attenzione mediatica e coinvolto l’opinione pubblica, anche per la delicatezza della situazione e la giovane età del bambino. Fin dall’inizio, i medici del Monaldi hanno seguito protocolli rigorosi, valutando ogni possibile intervento, fino a riconoscere che ulteriori trattamenti sarebbero stati inefficaci e avrebbero solo prolungato inutilmente le sofferenze del piccolo paziente.

Ora il reparto si prepara ad accogliere il nuovo percorso assistenziale, garantendo al bambino cure palliative, supporto emotivo e conforto alla famiglia, in un momento di dolore intenso e irreversibile. La decisione rappresenta un atto di umanità e responsabilità medica, volto a rispettare la dignità del paziente e a evitare l’accanimento terapeutico, principio sancito anche dalle linee guida nazionali ed europee sulla fine della vita in casi di patologie gravi e irreversibili.

Il caso continuerà a essere seguito dai media e dalla comunità, con la speranza che la famiglia possa trovare conforto nell’affetto dei medici, del personale sanitario e delle persone vicine, in questi ultimi momenti di vita del piccolo.

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