Tragedia al Monaldi, la battaglia legale si allarga: richieste fino a 10 milioni
NAPOLI – Non si ferma la battaglia legale sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio presso l’Ospedale Monaldi. Dopo la prima richiesta di risarcimento da tre milioni di euro avanzata a inizio marzo, la famiglia rilancia con nuove azioni che potrebbero far salire il conto complessivo fino a circa dieci milioni.
A renderlo noto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Marcolino, che ha annunciato la presentazione imminente di altre tre richieste di “componimento bonario”, nel tentativo iniziale di evitare un lungo contenzioso giudiziario.
Le nuove istanze non riguarderebbero un caso isolato: secondo la difesa, coinvolgerebbero infatti altri tre bambini, tutti deceduti nella stessa struttura e accomunati, si sostiene, da un elemento inquietante, ovvero un’infezione da batterio nosocomiale. Uno dei piccoli pazienti, riferisce il legale, era stato sottoposto a trapianto di cuore, rendendo il quadro clinico ancora più delicato.
Il caso assume così contorni sempre più complessi, sollevando interrogativi non solo sulle eventuali responsabilità individuali, ma anche sulle procedure interne e sui protocolli di sicurezza adottati nella struttura sanitaria. Le infezioni ospedaliere, infatti, rappresentano un rischio noto ma teoricamente prevenibile, soprattutto in reparti ad alta specializzazione.
Nonostante la volontà iniziale di una soluzione bonaria, l’entità delle richieste e la gravità delle accuse lasciano presagire uno scontro legale destinato a protrarsi nel tempo, qualora non si giunga a un accordo.
Intanto, il caso continua a scuotere l’opinione pubblica napoletana, alimentando richieste di chiarezza e trasparenza. Le famiglie coinvolte chiedono verità e giustizia, mentre resta aperta la domanda centrale: si è trattato di tragiche fatalità o di errori evitabili? Le risposte potrebbero arrivare dai prossimi sviluppi giudiziari e dalle indagini in corso.


