mercoledì, Marzo 25, 2026
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Maxi sequestro della DIA: colpiti affari e società riconducibili al clan Angelino-Gallo

Sequestro da 20 milioni a Caivano: nel mirino imprenditori legati al clan Angelino-Gallo

Maxi operazione della Direzione Investigativa Antimafia nel Napoletano. Il Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione ha disposto un sequestro patrimoniale nei confronti di imprenditori ritenuti legati al clan camorristico Angelino-Gallo, attivo nel territorio di Caivano.

Il provvedimento, eseguito dalla DIA, scaturisce da una proposta congiunta avanzata dal Procuratore della Repubblica e dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia. Al centro dell’indagine un soggetto considerato di elevato profilo criminale, ritenuto in grado di esercitare il controllo sulle attività estorsive dei clan storicamente egemoni nell’area.

Le indagini patrimoniali, estese anche ai familiari, hanno fatto emergere una crescita economica giudicata anomala. In particolare, gli investigatori hanno ricostruito lo sviluppo di una rete di società operanti nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli per la casa, accomunate dall’utilizzo di un marchio familiare noto a Caivano. Sotto la lente anche un’impresa del settore della ristorazione, che sarebbe riconducibile allo stesso soggetto.

Secondo quanto riportato nel decreto, sarebbero state individuate disponibilità economiche e finanziarie sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, sia del proposto sia degli intestatari formali delle aziende, imprenditori che finora non risultano destinatari di provvedimenti giudiziari.

Il Tribunale ha quindi disposto il sequestro, finalizzato a una possibile confisca, di quattro società, due immobili e 39 rapporti finanziari. Il valore complessivo dei beni è stimato intorno ai 20 milioni di euro, calcolato anche sulla base del volume d’affari delle imprese coinvolte.

Il provvedimento rientra nella fase cautelare delle misure di prevenzione e sarà ora sottoposto al contraddittorio tra le parti nel corso del giudizio di primo grado, durante il quale potranno emergere eventuali ricostruzioni alternative rispetto a quella accolta finora dal Tribunale.

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