martedì, Febbraio 10, 2026
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Kobe Park al Vomero: tra gloria sportiva e cancelli chiusi in anticipo

Intrappolati nel Parco di Montedonzelli: si riapre il dibattito tra degrado e rinascita del luogo.

NAPOLI – Il Kobe Park di via Francesco dell’Erba, nel cuore del quartiere Vomero, rappresenta uno dei simboli più suggestivi di riqualificazione urbana dal basso. Nato nel 2020 come tributo alla leggenda dei Lakers dopo la sua tragica scomparsa, il playground di Montedonzelli è diventato in breve tempo un punto di riferimento per gli appassionati di basket di tutta la città, arricchito dai celebri murales firmati da Jorit.

Nonostante il fascino del “Playground d’arte”, la gestione dell’area ha vissuto fasi alterne. Se da un lato il parco ha ospitato eventi di rilievo con la Nazionale di Basket, dall’altro i residenti denunciano spesso carenze nella manutenzione e improvvise chiusure che lasciano l’utenza nel caos.

L’ultimo episodio di disservizio ha visto protagonisti Massimo, un cittadino di 48 anni, e suo figlio di 13. Nonostante gli orari ufficiali indichino la chiusura alle ore 18:00, i cancelli sono stati serrati con largo anticipo, intrappolando diverse persone all’interno.

La testimonianza di Massimo: “Ieri sera sono andato con mio figlio al Parco Kobe Bryant alle ore 16:00. Alle 17.30 volevamo andare via, ma avevano già chiuso il cancello del parco con una catena, di fatto chiudendo me, mio figlio e altri ragazzi dentro. Premesso che per i ragazzi non c’era problema poiché scavalcano, per me e mio figlio sì.” Massimo ha cercato immediatamente aiuto, scontrandosi però con l’incertezza burocratica su chi debba gestire l’apertura e la chiusura (Comune di Napoli, Municipalità V o Napoli Servizi): “Ho chiamato i carabinieri facendo presente la cosa e dicendo che nessuno ci aveva avvertito della chiusura, oltre al fatto che su internet c’è scritto che chiude alle 18:00, perché di cartelli in loco non se ne vedono. Dopo un’ora stavamo ancora lì perché nessuno sapeva di chi fosse la responsabilità di aprirci.” La vicenda si è conclusa solo grazie alla solidarietà dei presenti: “Alla fine, senza che venisse nessuno tra carabinieri e vigili del fuoco, i ragazzi ci hanno aiutato a scavalcare a rischio della nostra incolumità. Mio figlio ha 13 anni, io 48 e meno male che sono atletico!”

L’episodio solleva nuovi interrogativi sulla gestione degli spazi pubblici al Vomero, in un parco che, pur portando il nome di un campione noto per la sua disciplina, sembra oggi vittima di una cronica mancanza di coordinamento organizzativo.

L’episodio accaduto al Kobe Park, infatti, riflette una frammentazione amministrativa che spesso disorienta i cittadini. Sebbene il parco sia un’area di proprietà comunale, la sua gestione operativa e la vigilanza sugli orari dipendono da diversi attori istituzionali e normativi: la gestione può dipendere dal Comune o dalle Municipalità, mentre la manutenzione e i servizi sono generalmente affidate a ditte terze diverse tra loro. Talvolta vengono sviluppati protocolli di affidamento a comitati ed associazioni. Tuttavia, gli orari vengono stabiliti da Ordinanze Sindacali. È interessante sapere che il Regolamento Parchi Urbani prevede che l’orario di uscita debba essere segnalato da un segnale acustico o dal personale di custodia almeno 15-30 minuti prima della chiusura effettiva per evitare che gli utenti restino intrappolati. Nel caso del Kobe Park, quindi, l’azione di chiudere fin dalle 17:30 senza preavviso configura una violazione delle procedure standard, aggravata dall’incertezza su quale ente (Napoli Servizi o Municipalità) avesse la chiave dei lucchetti in quel momento.

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