Il Nuovo giornale dei napoletani ha intervistato Clemente Mastella, attuale sindaco di Benevento, grande esperienza politica sia nella Prima Repubblica, sia nella Seconda, parlamentare italiano ed europeo, oltre ad essere stato ministro due volte, prima col governo Berlusconi e poi col governo Prodi.
Alla luce di questa sua esperienza, cosa pensa della postura che ha preso l’America di Trump in merito alla Groenlandia e cosa dovrebbe fare l’Europa?
Parlo dell’Europa, che è manchevole e si esprime secondo battiti cardiaci abbastanza modesti, con il rischio dell’infarto. Dovrebbe essere unita, unita il che significa anche semplificare le regole. È possibile che uno come Orbán stia in Europa e possa, magari lui o altri paesi più piccoli, determinare le condizioni per cui non c’è una scelta unitaria e non si possono approvare provvedimenti che devono essere totalmente unitari? Per cui va cambiato il criterio del gioco politico e del gioco di natura costituzionale dell’Europa.
Negli Stati Uniti assistiamo a questa forma un po’ stravagante: prima minaccia, dopodiché utilizza la carota, bastone e carota assieme, come si è visto anche ieri a Davos. È una politica di disequilibrio. Intanto registro che questa politica di Trump, che tanti effetti ha nello scacchiere internazionale, porta ad insuccesso attuale. Secondo i sondaggi, ad esempio, del prestigioso giornale ”Wall Street Journal” lui ha appena il 45% di approvazione del suo operato sul piano economico e lo disapprova il 55%. Mentre prima il numero degli americani che approvavano era uguale a quello che disapprovavano, quindi lui è in caduta libera. Mi auguro che alle elezioni di medio termine che si daranno a novembre, il Congresso americano possa cambiare, per lo meno in uno o due dei suoi elementi fondamentali, Camera dei Rappresentanti o Senato, e il colore politico che metta in scacco la politica di Trump.
Ora una domanda di politica interna italiana: qual è la sua posizione in merito al referendum sulla riforma della giustizia?
Mi sono espresso per il No, per la semplice ragione che non produce effetti ai fini di quello che tocca la cittadinanza, vale a dire la lunga durata dei processi. Io personalmente me ne sono reso conto… Ho atteso 11 anni per il mio processo, pur essendo innocente fin dall’inizio. La ratifica questa innocenza, essendo un processo di procedura penale, è arrivata, con il concorso a dimostrazione effettiva da parte dell’organo giudicante, dopo 11 anni. Ho aspettato 11 anni. La separazione tra PM e giudici è una riforma che tocca gli addetti ai lavori, ma non tocca assolutamente la fisiologia del processo come tale. L’attesa è lunghissima.
Io ho fatto la mia proposta, poi mi fu detto da alcuni magistrati di no: che prevedeva cinque anni il tutto, due anni per il primo grado, e per il secondo e uno eventualmente con la griglia per arrivare in Cassazione. Altrimenti tutti andavano in Cassazione.
Ricordiamo che l’onorevole sindaco Clemente Mastella è stato Ministro della Giustizia con il governo Prodi, quindi ha una forte competenza sull’argomento. Abbiamo parlato di politica mondiale e di politica nazionale; ora parliamo di politica regionale: lei ha fatto parte di “Campo Largo”, che ha vinto le elezioni regionali. Al suo partito la nuova giunta ha affidato la responsabilità della gestione dell’assessorato all’agricoltura. Quali sono, secondo lei, le priorità generali per la regione e in particolare per il settore agricolo in Campania, e quale sarà il contributo del suo partito?
Non è che sia un esperto, la mia assessora è molto più esperta di me. Però devo dire che è la difesa dei prodotti agricoli della Campania. Noi produciamo dalla mozzarella al vino, che è salito in qualità, sia prodotti di terra, pomodoro o altro. Bisogna rigenerare le zone devastate dall’incuria e dalla… “farabuttaggine” di alcuni, che hanno utilizzato le nostre terre buttando lì elementi velenosi che hanno inficiato la loro qualità . Parlo delle zone particolarmente devastate, tipo la ”Terra dei Fuochi”. Bisogna rimettere mano anche lì. Bisogna valorizzare i prodotti dei nostri territori che vanno dal Vesuvio a quelli zone intere nostre. Tutto il settore deve essere tutelato e valorizzato per esempio nostro il caciocavallo che abbiamo dalle parti delle zone interne, la salsiccia… penso alla salsiccia di un paesino della mia provincia, di Castelpoto, che ha una qualità ottima. Penso alle castagne, e insomma, ci sono tanti prodotti incredibili che ci sono nelle nostre parti: i fagioli e quanto altro. Questi sono da esportare e vanno aiutati innanzitutto a tenere in piedi questo tessuto.
Penso ad esempio anche al dato della mucca, o delle mucche secondo me: la qualità ottima della “marchigiana” della provincia di Benevento è un prodotto eccezionale che non ha nulla da invidiare alla ”chianina”. Però intanto i figli non vogliono stare a fare il lavoro che facevano i padri, perché è un lavoro massacrante. Tu devi allevare il bestiame durante tutti i giorni dell’anno e la cosa diventa un po’ complicata. Non si trova manodopera e questo è un problema!
Adesso parliamo di Benevento. Benevento si è candidata a Capitale della Cultura quest’anno, purtroppo non è entrata nelle prime dieci. Ma dei progetti che erano stati presentati per la cittadina, quali proseguiranno e quale sarà la politica che si perseguirà?
La mia proposta è quella di fare un invito alla regione Campania. Faremo insieme io, il sindaco di Bacoli e quello della Valle Caudina, per dire: facciamo una cosa nostra, una capitale nostra, mettendo insieme in sinergia sia il settore costiero, quello della zona di Bacoli, sia quello delle zone interne nostre, e facciamo una sola candidatura. Facendo manifestazioni, eccetera, una progettualità, un’intesa comune. Andremo a invitare la regione Campania a supportare questo nostro sforzo. Lo faremo nello stesso anno in cui si farà l’anno della cultura per la Capitale della cultura in Italia, che ci ha visto eliminati in maniera… sfrontata, col governo che ha scelto nove delle dieci presunte capitali della cultura tutti di centrodestra.
Questo non l’avevo notato. A me è particolarmente a cuore la candidatura di Benevento, che ritengo che veramente avesse tutte le carte in regola.
Di fatto è una cattiveria inutile, noiosamente inutile, che potevano anche evitare. Metterci nelle prime dieci era giusto, poi vincere sarebbe stata una cosa da valutare, magari ci avrebbero fregato lo stesso. Però questa esclusione preconcetta è ingiusta.
A Benevento c’è tanta cultura, c’è il Museo Egizio secondo in Italia solo al museo di Torino, per esempio, con tutto il rispetto per le altre candidature. Volevo fare un’ultima domanda che riguarda… vorrei che lei rivolgesse un appello, un messaggio ai giovani, soprattutto nell’area napoletana, ma penso che sia un problema un po’ in tutta Italia, sulla violenza giovanile, su queste baby gang che continuano, soprattutto il sabato sera ma anche nelle scuole, a ferirsi con i coltelli. Cosa ne pensa di questo fenomeno?
Dobbiamo fare tutti quanti appello ai genitori che non fanno più i genitori, alla scuola che deve educare maggiormente, maggior integrazione scuola-genitori. Perché è lì, nel tratto educativo e nella separazione tra generazioni, che si è creata questa forma perversa di indebolimento dei valori. Invece è molto importante recuperare questo elemento valoriale. Perché se non hai rispetto dell’altro, se non dialoghi con l’altro, se ritieni l’altro sempre avversario – avversario se guarda con occhio neppure la tua ragazza, il tuo fidanzato, neppure quella su cui hai messo l’occhio – è la fine di ogni cosa. Dopodiché, mettere in atto provvedimenti di natura organizzativa diversa ci può anche stare, ma il primo atto da fare è quello di recuperare questa dimensione educativa che è fondamentale.
Non conviene con me che comunque è difficile svolgere il ruolo sia di genitore sia di insegnante in una società in cui a livello internazionale si presentano atti di violenza, di non rispetto del diritto, ormai abbiamo capito che comanda il più forte… E poi anche i media, film tipo Gomorra e altri, che esaltano questi personaggi.
Sì, se uno sa che il principio è che il più forte – a livello geopolitico, come Trump che utilizza la forza per prendere il… (Presidente, a me non simpatico affatto, come quello del Venezuela) – sia nel quotidiano vedono camorrista che può fare tutto ed è guardato con occhio, diciamo, gradevole da parte delle giovani generazioni, francamente questo è disonorevole per chi applica questo tipo di rapporto nella sua professione di vita rispetto agli altri. Bisogna contrastare questo, e contrastarlo con intelligenza, con una forma lieve di carezza ma anche piccolo bastone carezzevole, nel senso di dire: quando è no, è no. I genitori una volta sapevano pronunciare dei no, oggi non li pronunciano più nei confronti dei figli.


