NAPOLI — Dopo oltre vent’anni di inattività, il Velodromo Albricci torna a disposizione del ciclismo campano grazie all’intesa firmata il 24 marzo 2026 tra la Federazione Ciclistica Campania e l’Esercito Italiano. Un accordo che restituisce nuova vita a una delle strutture più emblematiche dello sport cittadino.
Un impianto simbolo della storia del ciclismo
La pista dell’Arenaccia è stata teatro di passaggi memorabili: qui hanno corso fuoriclasse come Fausto Coppi ed Eddy Merckx, in un’epoca in cui il ciclismo era al centro dell’immaginario popolare napoletano. Il velodromo, chiuso da anni, aveva finito per rappresentare una ferita urbana e sportiva. La riapertura ne rilancia il valore storico senza trasformarlo in un semplice monumento alla nostalgia.
Una rinascita fondata sulla funzione, non solo sulla memoria
L’operazione non punta infatti a una riattivazione simbolica, ma a un utilizzo concreto dell’impianto: il velodromo sarà impiegato per attività federali settimanali, programmi giovanili, progetti scolastici e iniziative dedicate alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile. L’obiettivo è rilanciare una cultura della bicicletta che vada oltre l’agonismo, promuovendo educazione, formazione e cittadinanza attiva.
Il valore sociale per il quartiere Arenaccia
L’Albricci si trova in un’area popolare e densamente abitata, spesso segnata da criticità urbane. Restituire al territorio uno spazio sportivo funzionante significa creare un presidio sociale, un punto di riferimento per giovani e famiglie, capace di offrire disciplina, aggregazione e opportunità educative. Un ruolo che molte città faticano a garantire, soprattutto in impianti centrali e accessibili.
La collaborazione con l’Esercito
L’intesa con il Comando Territoriale Sud dell’Esercito aggiunge un tassello istituzionale importante: una cooperazione concreta, che mette strutture e competenze al servizio della comunità. Non un semplice atto formale, ma un modello operativo che migliora la fruibilità dell’impianto.
Un ponte tra campioni e nuove generazioni
La continuità tra il glorioso passato della pista e i giovani che la frequenteranno non si gioca sulla retorica dei grandi nomi, ma sulla possibilità di trasformare quell’eredità in un motore di crescita. L’Albricci torna così a essere un luogo dove la memoria non schiaccia, ma ispira. Dove i bambini che imparano oggi a pedalare si inseriscono naturalmente in una storia più grande, senza subirla.
Una data da segnare
Il 24 marzo 2026 rappresenta un nuovo inizio: il ciclismo campano riacquista un impianto storico, Napoli ritrova una parte del suo paesaggio sportivo e il quartiere riottiene uno spazio di vita civile. Il velodromo torna non per essere celebrato, ma per essere utilizzato. E il rumore delle ruote sull’anello, atteso per troppo tempo, sarà la vera misura della rinascita.


